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Politica della ricerca

Ricerca scientifica: come dare impulso alla mobilità e all’attrazione dei cervelli?

Riportiamo qui una rielaborazione dell’intervento al seminario del 3 marzo 2021 della prorettrice delegata alla ricerca dell'Università Statale di Milano Maria Pia Abbracchio nell’ambito del ciclo di webinar «L’Università italiana nell'era post COVID: ciclo di webinar» organizzato da Centro inter-universitario UNIRES e il Gruppo di progetto UNIMI 2040. Qui le informazioni e il programma del ciclo che si articola da settembre 2020 a giugno 2021. Qui i video di tutti gli interventi.

I dati sulla ricerca italiana

Giorgio Metta: più fondi per la ricerca, e meglio spesi

Dopo l'appello del fisico Ugo Amaldi e le recenti dichiarazioni del Ministro Manfredi sembra muoversi qualcosa sul finanziamento alla ricerca. L'importante, però, non è solo aumentare i fondi a disposizione, ma anche spenderli nel migliore dei modi.

Qualcosa si muove in Italia: dopo l’appello promosso dal fisico Ugo Amaldi che chiede un raddoppio del finanziamento della ricerca pubblica, il ministro Gaetano Manfredi ha promesso 15 miliardi di euro (in cinque anni) per finanziare università e ricerca. Una buona notizia, che speriamo possa essere confermata in questa difficile stagione di ripresa epidemica. Al netto di un considerevole aumento di risorse per il motore scientifico del paese, resta da capire dove e come spendere questi soldi.

Firma anche tu il piano Amaldi per raddoppiare il budget della ricerca

Selfie del direttore di Scienza in rete Luca Carra con il fisico Ugo Amaldi.

Il sociologo della scienza Massimiano Bucchi ha ricordato sul Corriere della Sera che - a dispetto di quello che si crede - la scienza e gli scienziati godono del massimo di fiducia da parte dell’opinione pubblica, e che tale fiducia negli anni è cresciuta di 14 punti, fino all’attuale 82% (i giornalisti sono al 4%, i politici al 2%).

Anche la ricerca scientifica ha bisogno di una "ripartenza"

Prenzlauerberg, Berlino. Foto di Renata Tinini.

Ora che si "riparte", diventa importante farlo con il piede giusto. Anche nel campo della ricerca scientifica, che in questo periodo di Covid-19 si è mostrata così cruciale. Anche a laboratori chiusi, i ricercatori di tutto il mondo hanno contribuito con una inaspettata quantità di lavori scientifici sul nuovo coronavirus.

L’importanza dello ERC per la ricerca italiana ed europea

I venti componenti del Consiglio scientifico dell'European Research Council (ERC). Dall'ato in basso e da sinistra a destra. Prima riga: Eveline Crone (vicepresidente), Fabio Zeinrmer (vicepresidente) Dame Janet Thornton (vicepresidente), Michael Kramer, Tomas Jungwirth. Seconda riga: Manuel Arellano, Barbara Romanowicz, Andrea Jajszczyk, Geneviève Almouzni, Lene Verstergaard Hau. Terza riga: Ben L.Feringa, Paola Bovolenta, Gerd Gigerenzer, Margaret Buckingham, Kurt Mehlhorn. Quarta riga: Nektarios Tavernarakis, Milena Zic Fuchs, Jesper Svejstrup, Mercedes Garcia-Arenal, Eystein Jansen.

Osservazioni di 300 ricercatori italiani vincitori di finanziamenti ERC a margine delle dimissioni di Mauro Ferrari dalla presidenza dell’ERC

La polemica divampata sui media italiani a seguito delle recenti dimissioni dello scienziato Mauro Ferrari da Presidente dello European Research Council (ERC) tende a dipingere quest’ultimo come un organismo gestito da burocrati europei, che finanzia una ricerca fine a se stessa e avulsa dai problemi della società, primo fra tutti l’attuale drammatica emergenza Covid-19.

Horizon Europe: tre focus per le missioni europee

Crediti immagine: ar130405/Pixabay. Licenza: Pixabay License

L’innovazione è uno dei fattori chiave per una crescita a lungo termine, perché può alimentare uno sviluppo produttivo e una trasformazione della produzione, della distribuzione e del consumo in tutte le economie. Alcune delle più grandi innovazioni sono nate dalla necessità di risolvere problemi. Piuttosto che focalizzarci su problemi di natura tecnologica, possiamo utilizzare l’innovazione per risolvere sfide nella società che coinvolgono cambiamenti tecnologici, istituzionali e comportamentali.

Bene due ministeri per scuola e università e ricerca

Gaetano Manfredi e Lucia Azzolina, rispettivamente i nuovi ministri di Università e ricerca e Scuola.

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica si rallegra della scelta operata dal governo di separare il Ministero dell’Istruzione dal Ministero dell'Università e ricerca, come proposto dallo stesso Gruppo lo scorso settembre. La scissione del MIUR in due ministeri era già avvenuta dal 1988 al 2001, e successivamente dal 2006 al 2008 (poi riuniti prima per la legge Bassanini e poi per una disposizione della Finanziaria del 2008).

L'impresa italiana spende poco in ricerca e attrae poco dall'estero

Il ministro del MIUR Lorenzo Fioramonti.

Lo scorso 23 ottobre il ministro per l'università e la ricerca Lorenzo Fioramonti ha presentato alla Camera dei deputati il Patto per la ricerca con le seguenti parole: "Chiediamo al mondo imprenditoriale di sottoscrivere un Patto per la ricerca, con cui ci impegniamo congiuntamente (istituzioni pubbliche e imprese) a rilanciare gli investimenti in ricerca come volano

Agenzia per la ricerca: le nostre proposte a governo e parlamento

Gruppo 2003: Importante che l’Agenzia per la ricerca sia trasparente e indipendente dalla politica a partire dalla scelta dei suoi organi direttivi

Il governo ha finalmente proposto l’Agenzia nazionale per la ricerca, di cui da molti anni si sente parlare anche grazie all’impegno del Gruppo 2003. Per ora le informazioni sulle caratteristiche dell’Agenzia sono contenute nell’articolo 28 della Bozza del disegno di legge di bilancio per il 2020, che verrà discusso alle Camere nei prossimi giorni.

Agenzia Nazionale per la Ricerca: cosa c'è, cosa manca

Come anticipato, si avvia a nascere anche in Italia la Agenzia Nazionale per la Ricerca. Ne parla l'articolo 28 della Bozza del disegno di legge di bilancio per il 2020, che verrà discusso alle Camere nei prossimi giorni (vedi sotto) e dal MIUR. Ha funzioni di coordinamento e indirizzo della ricerca di università, enti e istituti di ricerca pubblici. Gli obiettivi sono dettati dalla programmazione che resta in mano politica.

Che cos’è un’Agenzia nazionale per la ricerca?

L'Agenzia nazionale della ricerca finalmente si farà, anche se non si conoscono ancora i dettagli. Cerchiamo allora di capire che cosa è una agenzia di questo tipo considerando le agenzie che esistono nei prinicipali Paesi, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svizzera. Nell'immagine la sede storica dei National Institutes of Health. 

Tema: Che cos’è un'Agenzia nazionale per la ricerca? Svolgimento: un’Agenzia nazionale per la ricerca è un organismo di finanziamento e coordinamento nazionale e internazionale della ricerca, indipendente rispetto ai ministeri di riferimento. Se ci guardiamo intorno, quasi ogni Paese ne ha almeno una. Tranne l’Italia, che però ora ha deciso di istituirla. Questa è indubbiamente una buona, un’ottima notizia.

Conte bis si impegna sull'Agenzia nazionale per la ricerca

Il premier Giuseppe Conte nel discorso di oggi alla Camera si impegna sulla Agenzia Nazionale per la Ricerca. Vedremo come la intenderanno, ma sicuramente il Gruppo 2003 per la ricerca constata come la propria proposta abbia fatto breccia, e vigilerà perché vengano rispettati criteri di indipendenza, trasparenza e competenza. Guai se, invece di dare un indirizzo agli investimenti nella ricerca per garantire merito e giustizia, diventasse un inutile doppione del ministero.