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Applicazione del concetto di interazione: pila e lampadina

Il materiale

La classe è stata invitata a osservare il materiale che ogni coppia di bambini aveva a disposizione sui banchi singoli uniti a due a due:

  • una pila mezza torcia da 1,5 V;
  • una lampadina da 2,5 V;
  • un filo di rame a treccia rivestito lungo 15 cm circa.

L'esperienza

I bambini dovevano provare a far accendere la lampadina con ciò che avevano a disposizione.

Alcuni bambini hanno riconosciuto nel materiale oggetti familiari perché usati per far funzionare dei giochi e uno di loro si è ricordato che una volta per far accendere un game boy, non avendo le pile giuste, ha visto fare dei  “collegamenti" da altri bambini più grandi con pile diverse da quelle necessarie e fili elettrici.
Ai bambini è stato detto di fare attenzione alle “estremità” degli oggetti che hanno e soprattutto alla lampadina e alle sue parti metalliche (punta e avvitatura).
I bambini sono riusciti un po’ alla volta a far accendere la lampadina, con grande entusiasmo e, su richiesta della maestra, hanno osservato quali erano le parti venute a contatto e quante erano le coppie individuate (tre).

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

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I bambini hanno provato diverse possibilità di contatti, variando anche il numero di materiali (per esempio 2 pile - 1 filo - 1 lampadina o 2 lampadine - 1 pila - 1 filo).
E' stato effettuato un semplice test disegnando alla lavagna varie possibilità di contatti e in una tabella  le possibili interazioni e le evidenze di queste interazioni, cioè la luce o il calore.

Immagine 5

La maestra ha disegnato le varie posizioni di pila, filo e lampadina alla lavagna; i bambini hanno cercato di prevedere se ci sarebbe stata interazione o meno.
Per ogni disposizione, due bambini sono andati davanti a tutti e hanno verificato sperimentalmente se le previsioni erano giuste o meno.
In alcune combinazioni l’interazione è evidenziata solo dal riscaldamento del filo, ma non dall’accensione della lampadina. In questo modo i bambini hanno capito che ci sono diverse evidenze per l’interazione e, in questo modo, non si identifica l’interazione con una evidenza predefinita.


Esperienza realizzata il 18-11-2004 dai bambini della classe 4° B della scuola Le Grazie di Recanati, con la maestra Pina Feliciotti