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L'impresa italiana spende poco in ricerca e attrae poco dall'estero

Il ministro del MIUR Lorenzo Fioramonti.

Lo scorso 23 ottobre il ministro per l'università e la ricerca Lorenzo Fioramonti ha presentato alla Camera dei deputati il Patto per la ricerca con le seguenti parole: "Chiediamo al mondo imprenditoriale di sottoscrivere un Patto per la ricerca, con cui ci impegniamo congiuntamente (istituzioni pubbliche e imprese) a rilanciare gli investimenti in ricerca come volano

L’antibiotico resistenza in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati sull’attività della Sorveglianza nazionale dell’Antibiotico-Resistenza (AR-ISS) e della Sorveglianza nazionale batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE). L'antibiotico-resistenza si conferma un problema diffuso, con valori al di sopra della media europea.
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L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati sull’attività della Sorveglianza nazionale dell’Antibiotico Resistenza (AR-ISS) e della Sorveglianza nazionale batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE).

Sperimentazione animale, i benefici per gli animali non umani

Un aspetto che spesso non emerge nel dibattito sulla sperimentazione animale è quello relativo alle ricadute benefiche che tale sperimentazione può avere sugli animali stessi. In questo articolo ne raccogliamo alcuni: dai farmaci a uso veterinario a quelli che, nati per la medicina umana (su cui si concentra la maggior parte degli sforzi della ricerca), oggi sono impiegati per la cura e la terapia degli animali non umani, fino agli esempi di come la sperimentazione consenta anche alcune strategia di conservazione per gli animali a rischio. Naturalmente, tali esempi non sono un motivo per non investire sullo sviluppo di nuovi metodi, ma vogliono rappresentare uno spunto di riflessione nell'analisi costi-benefici che la sperimentazione animale, un argomento complesso in cui s'intrecciano etica, economia e politica, porta con sé.
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Parlare di sperimentazione animale significa parlare di un argomento davvero complesso. Chiama in causa aspetti etici, economici e politici intersecati tra loro, che influenzano fortemente la ricerca scientifica e, di conseguenza, il benessere dell'essere umano. Ma solo di quest'ultimo? Nel dibattito sulla sperimentazione animale che si ritrova tanto spesso nella cronaca, un aspetto a volte trascurato è che, nell'analisi costi-benefici, tra i benefici può rientrare anche, in alcuni casi, lo sviluppo di farmaci (e non solo) a uso veterinario.

Per curare le psicosi studiamo il linguaggio

Il convegno “Il ruolo del linguaggio in psicopedagogia e psichiatria: una visione unitaria dal bambino all’adulto”, tenutosi all’Università degli Studi di Milano lo scorso 5 novembre, ha esplorato il linguaggio non solo nella dimensione patologica ma anche nello sviluppo psicopedagogico del bambino e in una visione più generale dell’evoluzione di Homo sapiens. Rivelando così che proprio il linguaggio, anche se non ancora particolarmente considerato nella clinica delle malattie psichiatriche, può diventare uno strumento importante per la diagnosi e per la cura.
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Un tempo si parlava di schizofrenia, disturbo bipolare e altre malattie psichiatriche. A dire il vero anche oggi si fa riferimento a queste categorie diagnostiche. Peccato che alla luce degli studi più recenti studi di neuroanatomia funzionale questa nomenclatura non tenga più. Lo spiega Werner Strik, dell’Università di Berna, durante il Convegno “Il ruolo del linguaggio in psicopedagogia e psichiatria: una visione unitaria dal bambino all’adulto”, che si è tenuto all’Università degli Studi di Milano lo scorso 5 novembre.

Cosa c’entrano le alluvioni in Italia con l’emergenza climatica globale?

La scorsa settimana, in un convegno che ha visto riuniti i principali esperti italiani, è stata ricordata l'alluvione in Piemonte del 1994. Ma cosa c’entrano le alluvioni piemontesi con l’emergenza climatica? Simona Re ne parla con alcuni degli ospiti del convegno: Roberto Buizza (fisico e matematico, Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Claudio Cassardo (meteorologo e fisico del clima, Università di Torino), Carlo Cacciamani (fisico e meteorologo, Responsabile Centro Funzionale Centrale del Dipartimento Protezione Civile Nazionale di Roma), e Fabio Luino (geologo, CNR – IRPI, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica di Torino).
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Secondo il parere di undicimila scienziati, autori di una recente

Dai 16 anni, via i genitori dalla scuola

Riprendiamo la proposta di Riccardo Giannitrapani sull'autonomia dei ragazzi e ragazze a scuola dopo i 16 anni, tratta dal suo account Twitter @orporick

Ho in mente, da tempo, una minuscola e modesta proposta per la scuola. Non credo nelle rivoluzioni apodittiche, penso si possa lavorare a piccoli passi. L'idea nasce da una considerazione ovvia, qualcosa che è sotto gli occhi di tutti. Dai 5 ai 19 anni, studenti e studentesse frequentano la scuola esattamente con la stessa modalità; banco, fermo per ore, zitto, compito, interrogazione, voto, bocciato o promosso. Si passa attraverso fasi dell'evoluzione devastanti e straordinarie, ma la scuola resta ferma.

I Lincei per il clima

Estratto del discorso di Giorgio Parisi sul cambiamento climatico durante l'inaugurazione del'Anno accademico 2019-2020 dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Il cambiamento climatico è un problema che diventerà sempre più serio nei prossimi anni. È un fatto incontestato che la temperatura media del pianeta è aumentata di oltre un grado in poco più di un secolo.

Viaggio di aggiornamento tra gli elementi chimici

L'UNESCO ha dedicato il 2019 alla tavola periodica degli elementi, e l'anno è stato l'occasione di diverse pubblicazioni sull'argomento. Tra queste, il libro di di Silvano Fuso “L’alfabeto della materia. Viaggio nel mondo degli elementi chimici” (Carocci 2019). La recensione di Marco Taddia per Scienza in rete.
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Grazie all’UNESCO, che le ha dedicato l’intero 2019, la Tavola Periodica degli Elementi Chimici ha catturato in questi mesi l’attenzione del pubblico e dei mass media internazionali in maniera inusitata. C’è da rallegrarsene perché oggi la distinzione fra scienza e pseudo-scienza, almeno in taluni campi (vaccini, OGM ecc..), sembra più incerta rispetto al passato e alla seconda non mancano mezzi e spazi per esprimersi.

Tumori rari: nuove strategie per combattere la discriminazione

I tumori rari colpiscono 6 persone su 100.000 ogni anno; sono numeri piccoli se considerati per ciascun singolo tipo di tumore ma che messi tutti assieme diventano considerevoli. La rarità, o perfino ultra-rarità dei casi, unita all'incertezza derivante dalla limitata disponibilità di dati, determinano una maggior difficoltà degli studi clinici; a ciò si collegano ostacoli all’autorizzazione all’immissione in commercio di nuovi farmaci e scarsità di risorse economiche e finanziarie. Per evitare discriminazioni e garantire ai pazienti il riconoscimento dei diritti stabiliti dalla legislazione e le stesse opportunità d’accesso a trattamenti e a nuove terapie, è necessario collaborare connuovi approcci, coinvolgendo a vario livello, fin dall’inizio, tutti coloro che sono parte in causa.
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Chiedono il riconoscimento sostanziale dei diritti stabiliti dalla legislazione vigente1 e le stesse opportunità d’accesso a trattamenti appropriati e a nuove terapie, indipendentemente dalla scarsità dei numeri. Sono i pazienti con una diagnosi di tumore raro, dove rarità significa meno di 6 persone colpite su 100.000 ogni anno.