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Terzo rapporto IPCC sulla mitigazione del cambiamento climatico: al massimo tre anni per invertire la rotta

Immagine: copertina rapporto IPCC WP3.

Anche per quanto riguarda il contrasto al cambiamento climatico, non siamo affatto sulla buona strada. Ma il tempo ci sarebbe ancora, sebbene risicato, per fermare il pianeta sull'orlo critico di un riscaldamento superiore a 1,5°C.

Il ruolo dei Science Media Centre nel giornalismo scientifico

Immagine di Andy Hawkes, Science Media Centre.

Durante la pandemia, i risultati degli studi scientifici, spesso finanziati dal governo, sono stati trascinati in un sistema di comunicazione progettato per pubblicizzare le idee del governo. Più volte gli esperti di comunicazione del governo, frustrati dai messaggi contrastanti degli scienziati di alto livello che parlavano apertamente delle incertezze e delle lacune nelle nostre conoscenze su diverse questioni, dall’uso delle mascherine al contributo delle scuole nella diffusione del contagio, mi chiedevano come arginare questo fenomeno. Stavano chiedendo alla persona sbagliata.

Ambrosia, in aumento il rischio di allergia

Ambrosia artemisiifolia

Dalla famiglia delle Asteraceae, l’ambrosia non è soltanto capace di provocare una tremenda allergia con rinite, congiuntivite, asma e dermatiti, ma è anche una pianta infestante. All’inizio del secolo i suoi semi sono arrivati via mare, a bordo delle navi cariche di granaglie per uccelli, dal Nord America in Europa. Qui hanno trovato un terreno fertile in cui crescere, diffondendosi in Ungheria, nei Balcani e dai primi anni 2000 anche in Italia, soprattutto nella pianura padana.

Carne coltivata, tra controversie e innovazione

La carne coltivata si pone come una possibile strategia per ridurre il numero di animali negli allevamenti e soddisfare il fabbisogno energetico della popolazione in aumento. Tuttavia, rimangono alcune controversie e limiti tecnologici (nonché legati ai processi registrativi per la sua immissione in commercio).

Immagine modificata da Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0

A partire dalla prima pubblicazione sulla carne coltivata (nota anche come carne colturale, carne sintetica, carne artificiale o carne in provetta) nel 2008, il numero di pubblicazioni è aumentato considerevolmente negli ultimi anni.

La guerra fa male alla salute

Persona che osserva il "Trittico della guerra", opera di Otto Dix del 1932 esposta alla Galerie Neue Meister di Dresda. Immagine di Igor Miske @igormiske, Unsplash

I bambini morti, il sangue, le donne violentate, le città devastate…a questa narrazione della guerra che ci viene proposta quotidianamente non possiamo sottrarci e forse nemmeno dobbiamo. Dovremmo però porci in modo attivo con il pensiero e, potendo, con il fare per costruire valori di pace. Ci sono altri effetti della guerra, meno evidenti di quelli che percepiamo da lontano, ma non meno devastanti e duraturi per la salute delle persone che li subiscono.

IEA: accelerare sulla transizione ecologica per fare a meno del gas e del petrolio russi

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha elencato una serie di azioni da adottare nel breve, medio e lungo periodo per attutire e superare gli impatti negativi della guerra nel mercato dell’energia. In breve? Accelerare la transizione energetica.

Immagine Pixabay

«Come risultato della spaventosa aggressione della Russia contro l'Ucraina, il mondo potrebbe trovarsi di fronte al suo più grande shock di approvvigionamento di petrolio da decenni, con enormi implicazioni per le nostre economie e società», ha detto il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) Fatih Birol.

Salute mentale: ecco cosa succede al cervello durante una guerra

Poco più di un mese dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, già emergono gli effetti della guerra sulla salute mentale dei civili: "ferite invisibili" che non lasciano tracce evidenti sul corpo ma segnano la vita delle persone nel breve e nel lungo termine. L'attualità del conflitto rende impossibile definire e prevedere con precisione l'entità del danno ma la ricerca studia da tempo gli effetti del trauma della guerra sulla psiche e il cervello dell'essere umano. 

Credit immagine: "Bafflement of Depression" di Manan Oberoi, Wikimedia Commons

Fino a un mese fa la gran parte degli ucraini viveva una vita normale; oggi, più di 3,5 milioni hanno lasciato il paese, spesso separandosi dalla propria famiglia, e tra i rimasti, circa 6,5 milioni sono sfollati, senza una casa ma ancora all’interno di un paese in guerra. Molti civili sono diventati combattenti, centinaia di migliaia sono sotto assedio nelle città.

Giorgio Metta: per la ricerca industriale la soluzione si chiama Volta Society

Sul modello del Fraunhofer tedesco, l'Alessandro Volta Society è la proposta del direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia, Giorgio Metta, per assicurare i fondi per la ricerca applicata, renderli produttivi e creare un sistema della ricerca che esprima il suo potenziale di applicazione industriale in termini di brevetti, start up innovazione e lavoro. L'intervista di Luca Carra.

Crediti immagine: Louis Reed/Unsplash

Pur depotenziata dalla spirale inflazionistica indotta dalla guerra, la missione 4 del PNRR dedicata a Università e ricerca rappresenta un’opportunità eccezionale per il rilancio della ricerca italiana, notoriamente debole e sottofinanziata. Si potrebbe fare il gioco di elencare i punti che non vanno del PNRR. Ma anche no. Intelligentemente il direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia Giorgio Metta guarda al bicchiere mezzo pieno, o meglio crede come si potrebbe riempirlo ancora un po’ e soprattutto far durare l’acqua oltre la scadenza del Recovery Plan del 2026.