Il telescopio di Galileo
Il 13 marzo 1610 dalla tipografia di Tommaso Baglioni, a Venezia, iniziano a uscire le prime copie sciolte, senza copertina e fresche d’inchiostro, di un libro, anzi di un «breve trattato» di appena 56 pagine, destinato a fare storia. Anzi, come scriverà tre secoli dopo, Ernst Cassirer, a dividere le epoche. C’è, nella storia dell’uomo, un prima e un dopo il Sidereus Nuncius scritto da Galileo Galilei, nobile fiorentino e docente di matematica presso lo Studio di Padova.