fbpx Stelle: un brusco crollo demografico | Scienza in rete

Stelle: un brusco crollo demografico

Primary tabs

Read time: 1 min

Un team internazionale di astronomi, ricostruendo come è cambiato il ritmo di formazione di nuove stelle nel corso della storia dell'Universo, ha scoperto che oggi ci troviamo in presenza di un autentico crollo demografico.

Estrapolando i dati raccolti utilizzando i telescopi UKIRT, VLT e Subaru, David Sobral (Leiden University) e collaboratori hanno scoperto che la metà delle stelle oggi esistenti nell'Universo si sono formate tra i 9 e gli 11 miliardi di anni fa. A quel boom di nascite, però, è seguita una crescita demografica via via sempre più lenta: per far nascere l'altra metà delle stelle in circolazione, infatti, ci sono voluti ben 9 miliardi di anni. Secondo i ricercatori, che hanno potuto disporre di una quantità di dati dieci volte maggiore di quella disponibile finora per analisi analoghe, il ritmo attuale di produzione stellare si è ridotto di ben 30 volte rispetto al suo valore massimo.

Benché la cosa ben difficilmente potrà riguardarci direttamente, il futuro dell'Universo appare sempre più buio. Nello studio, di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si suggerisce infatti che, di questo passo, verrà prodotto nell’Universo solamente un ulteriore 5% di nuove stelle. "Viviamo in un Universo di stelle vecchie - ha sottolineato Sobral - e non ci deve ingannare il fatto che la nostra Galassia è ancora particolarmente attiva nella formazione stellare."

Royal Astronomical Society - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Universo

prossimo articolo

Imperialismo digitale: la tecnologia si intreccia alla guerra

Una immensa e minacciosa nave spaziale ipertecnologica da guerra

L'ultimo saggio di Dario Guarascio, docente di Economia politica alla Sapienza, legge la digitalizzazione come forma storica del capitalismo contemporaneo, segnata dall’intreccio tra Big Tech, Stato e competizione geopolitica. L’ascesa delle piattaforme e il ruolo strategico di dati e IA danno vita a un nuovo complesso militare-digitale che ridefinisce insieme economia e guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Cina emergono due varianti di imperialismo digitale, mentre l’Europa appare marginale. Una sintesi efficace del nesso tra capitalismo digitale e disordine globale. Crediti immagine: JuliusH su Pixabay

Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine globale.