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Facciamo in tutta Italia come a Vo’ (e in Corea del Sud)?

Uno studio epidemiologico effettuato nel paese veneto di Vo’ Euganeo ha mostrato che la maggioranza delle persone infettate da SARS-CoV-2 è asintomatica, ma rappresenta una formidabile fonte di contagio: l'isolamento di tutti i soggetti infettati, asintomatici compresi, ha permesso non solo di proteggere dal contagio altre persone ma anche in grado di proteggere dalla evoluzione grave della malattia nei soggetti contagiati. Sulla base di questo risultato, scrive l'immunologo Sergio Romagnani, nella battaglia contro il virus appare cruciale cercare di scovare le persone asintomatiche ma comunque già infettate, che hanno una maggiore probabilità di contagiare visto che nessuno le teme o le isola.

Mi permetto di sottoporre all’attenzione generale un punto che credo meriti di essere preso in considerazione. Mi riferisco ai risultati dello studio epidemiologico effettuato nel paese veneto di Vo’ Euganeo su suggerimento e sotto la direzione di Andrea Crisanti, Direttore della Cattedra dell’Unità Diagnostica di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova [1].

SARS-CoV-2: la bufala degli Ogm e il salto di specie

Un articolo pubblicato la scorsa settimana su Il Manifesto sostiene che il salto di specie del nuovo coronavirus sia imputabile agli organismi geneticamente modificati, o transgenici. Una teoria che non ha alcuna base scientifica e che richiama, ancora una volta, alla necessità di verificare le fonti.
Crediti immagine: Frederick Burr Opper/Wikimedia Commons. Licenza: dominio pubblico

Il «passaggio di specie» di un organismo patogeno dall’animale all’essere umano, che spiega la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, sarebbe colpa, tra le altre, dell’introduzione nell’ecosistema di organismi geneticamente modificati (Ogm). Questa la fantasiosa teoria elaborata in un articolo che sta facendo il giro dei social, nell’incredulità degli esperti: «Il virus degli Ogm nel “salto di specie”» pubblicato il giovedì 12 marzo su ilmanifesto.it, a firma di Francesco Bilotta.

Rino Rappuoli: per il vaccino serve almeno un anno

Parliamo di vaccini con Rino Rappuoli, appena tornato dagli Stati Uniti. Rappuoli, ora in Glaxo SmithKline, è fra i massimi esperti al mondo di vaccini. A lui si deve la messa a punto del vaccino contro il meningococco, e i primi vaccini a RNA. Ecco cosa ci dice sulle ricerche in corso. E sui tempi.

Tutti si chiedono quanto ci vorrà per mettere a punto il vaccino contro il nuovo coronavirus. Qual è la sua previsione?

Covid-19: i malati di fibrosi cistica sanno già cosa fare

Immagine dal film "A un metro da te" (2019).

La Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC) da 18 anni finanzia progetti di ricerca mirati a trovare una cura per questa malattia genetica grave che compromette soprattutto i polmoni, con l’incidenza in Italia di un nuovo nato con fibrosi cistica ogni 2.500. Di fronte all’attuale pandemia del nuovo coronavirus SARS-Cov-2, chi ha la fibrosi cistica oggi dice “il mondo ci capisce di più”.

Le terapie per Covid-19, la lotta entra nel vivo

Il vaccino sarebbe senz'altro la fine vittoriosa della storia di SARS-CoV-2; tuttavia è difficile ottenere vaccini efficaci contro i virus a RNA,come questo. Ci sono però composti che aiutano a contrastare la malattia, fornendo un armamentario ai farmacologi e ai medici: Enrico Bucci ed Ernesto Carafoli li descrivono qui, spiegandone il meccanismo d'azione.
Crediti immagine: Christos Giakkas/Pixabay. Licenza: Pixabay License

In realtà noi ne abbiamo parlato sin dall’inizio nei nostri interventi, ma per la comunicazione, anche da parte degli esperti, il mantra ha continuato a essere lo stesso, ossessivo: contro Covid-19 non abbiamo nulla, al di fuori dell’attesa messianica del vaccino. Allora, vediamo di mettere qualche puntino sulle “i,”, per completare e aggiornare i nostri ultimi interventi: anche perché possiamo fornire alcune notizie fresche.

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 13 marzo)

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Illustriamo qui i risultati relativi all’analisi a livello regionale e delle sei province della Lombardia al momento maggiormente colpite dei dati aggiornati alle 18 del 13 marzo 2020, che sostituiscono o integrano quelli nel documento del 12 marzo. I dati a livello regionale sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19 e quelli a livello provinciale dal sito https://github. com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province.

COVID-19, punti fermi (dell’OMS) e domande aperte

Se su SARS-CoV-2 abbiamo alcuni punti fermi, restano anche questioni aperte, ad esempio sul ruolo di geni specifici del virus, soprattutto in termini di modulazione della sua contagiosità, o perché bambini e adolescenti appaiano relativamente resistenti. In questo, la ricerca scientifica ricopre un ruolo chiave.
Crediti immagine: NIAID/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

Questa settimana, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’attuale diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, agente causale della malattia respiratoria nota come “Covid-19”, ha raggiunto lo stato di pandemia.

Covid-19: distanziamento sociale e diritti

L'Italia è stata colta impreparata dall'epidemia di Covid e ha reagito come poteva, facendo scattare i dispositivi di una quarantena di massa tramite decreti. Ora è importante che il distanziamento sociale avvenga il più possibile per una consapevole scelta dei cittadini. L'epidemiologo britannico Roy Anderson, per esempio, ha sottolineato che un'efficace prevenzione del contagio deve passare dalla responsabilizzazione dei comportamenti individuali più che da misure coercitive. Considerazioni simili sono state avanzate anche da giuristi americani, che sulla rivista JAMA hanno ricordato che “I poteri obbligatori in materia di salute pubblica devono essere valutati e giustificati secondo uno standard legale ed etico comune, tra cui (1) gli individui devono presentare un rischio significativo di diffusione di una malattia pericolosa e infettiva; (2) gli interventi devono essere suscettibili di migliorare i rischi; (3) sono necessari i mezzi meno restrittivi necessari per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica; (4) l'uso della coercizione deve essere proporzionato al rischio; e (5) le valutazioni devono essere basate sulle migliori prove scientifiche disponibili. Nelle crisi emergenti quando la scienza è incerta, l'adozione del "principio di precauzione" è ragionevole per garantire la sicurezza pubblica. Tuttavia, le emergenze sanitarie non giustificano una coercizione indiscriminata, eccessiva, o senza un supporto probatorio”. Sarà molto istruttivo osservare come si comporteranno nelle prossime settimane gli altri paesi quando verranno investiti a loro volta dall'ondata di nuovi casi (come la risposta multifase britannica discussa in questi giorni). Riteniamo quindi utile stimolare un dibattito libero sui diritti e le garanzie in tempi pandemici. (Luca Carra, Roberto Satolli).
Immagine: 
Giorgio De Chirico, Piazza d'Italia.

Tra il 19 e il 21 di febbraio 2020 scoppia in Italia il caso “Covid-19”: il primo paziente italiano affetto da Covid-19, recatosi più volte all’ospedale di Codogno, induce alla ricerca del paziente zero, con presunti contatti con la Cina.

L'evoluzione dell'epidemia in Europa

Ci sono somiglianze e differenze nell'andamento di COVID-19 in nei vari paesi d'Europa. Dalle curve di diffusione dei contagi si può osservare che gli interventi hanno un effetto: in Italia l'espansione libera si è interrotta a partire dal primo marzo e nei giorni successivi in Germania e probabilmente in Francia. Mentre negli USA e in Spagna si osserva ancora una forte crescita del tasso di contagi. Saranno i prossimi giorni a dirci se la crescita dei contagi vedrà un cambiamento di esponente oppure proseguirà verso uno scenario potenzialmente peggiore di quello italiano. La Spagna in particolare pare perdurare in regime di espansione libera per un tempo più lungo di quanto abbia fatto l’Italia. Immagine: in numeri dell'epidemia riportati dalla Organizzazione mondiale della sanità al 12 marzo 2020.

La diffusione del Covid-19 nel mondo ha indotto l’undici marzo scorso l’Organizzazione mondiale per la sanità a dichiarare lo stato di pandemia. Di tale pandemia l’Italia è in questi giorni il paese più colpito. Il superamento della Cina in termini di numero ufficiale di decessi appare imminente. Altri paesi, soprattutto in occidente, sembrano avviati sulla stessa strada.