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L'intelligenza generosa di Giulio Giorello

La scomparsa di Giulio Giorello priva il paese e la cultura, sia quella accademica sia quella pubblica, di un punto di riferimento intellettuale che negli ultimi trent’anni almeno è stato imprescindibile. Che si fosse d’accordo o in disaccordo con le sue posizioni.  La vastità e profondità dei suoi interessi, mai banali nemmeno quando estraeva filosofia da Topolino, ne fanno uno dei migliori esempi di come si possa genuinamente andare oltre le cosiddette due culture.

Politiche data-driven: prima, durante e dopo una pandemia

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In diretta streaming mercoledì 17 giugno a partire dalla 12.

Cosa si fa quando si programma un piano pandemico: come si individuano i dati, come si progetta la struttura di raccolta, come si progetta la struttura che rilascia i dati al pubblico?
Gli stati colpiti dalla COVID-19 erano pronti? O non si sono mai dotati di sistemi robusti per raccolta, distribuzione e analisi dati in emergenza?

La speranza del vaccino

Il ministro della salute Roberto Speranza.

Tra oltre 130 possibili vaccini anti Covid-19 su cui si sta lavorando, una quindicina dei quali già in fase di studio sugli esseri umani, il ministro della salute Roberto Speranza ha annunciato la sua scelta. Insieme a Francia, Germania e Olanda, l’Italia ha puntato su quello messo a punto dal Jenner Institute di Oxford e di cui sta portando avanti la sperimentazione Astrazeneca, con sostanziosi finanziamenti anche da USA e Regno Unito.

Mai fidarsi degli asintomatici

Misurazione della temperatura a un marinaio della portaerei statunitense T. Roosvelt.

In una lettera al New England Journal of Medicine, i medici giapponesi che hanno preso in carico passeggeri ed equipaggio della nave da crociera Diamond Princess, hanno raccontato l’evoluzione clinica dei 96 soggetti trovati positivi al virus con tampone nasofaringeo, ma clinicamente asintomatici, trasportati in osservazione in un ospedale giapponese.

Una nuova economia per le prossime crisi

Il ritorno di Ulisse, Giorgio De Chirico.

Se la pandemia ha messo l’economia in ginocchio, con la ripartenza molti economisti si pongono la questione se sia possibile utilizzare gli strumenti economici tradizionali sia per sanare la crisi sociale ed economica, sia per tornare a perseguire gli obiettivi che ci si era posti prima di Covid-19 (fra tutti la risposta alla crisi climatica) [1]. Potrebbe essere questo il momento di cambiare? Lo abbiamo chiesto a Mauro Gallegati, dell’Università Politecnica delle Marche [2], e Andrea Roventini, della Scuola Sant’Anna di Pisa [3].

L'etnochimica antitedesca di Edgar Bérillon

Nell’antica Roma Imperiale era pratica comune quella di infliggere la damnatio memoriae ai traditori e ai nemici di Roma, portando alla cancellazione di qualsiasi traccia riguardasse la persona. Tutti i simboli, le statue, le raffigurazioni e le iscrizioni dell’infedele venivano distrutti con lo scopo di eliminarlo dalla storia. Ironicamente, in molti casi l’effetto fu opposto.

Ecco il rapporto sulle morti nelle RSA di Milano e provincia

Da sinistra: Vittorio Demicheli, direttore sanitario; Walter Bergamaschi, direttore generale; Rossana Giove, direttore socio sanitario; Antonio Russo, direttore dell'unità di epidemiologia.

Il rapporto sui morti in RSA nella conurbazione milanese (Lodi compresa) è il primo rapporto di questo genere su scala locale (quello dell'Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 14 aprile 2020, dà un'utile panoramica nazionale). Ecco le principali conclusioni: 

La pandemia è neodarwiniana, e i virus mancano di buon senso

Crediti immagine: mohamed Hassan/Pixabay. Licenza: Pixabay License

È un’inclinazione (bias) del cervello umano voler prevedere tutto, soprattutto quello che non è prevedibile. E siccome nel mondo prescientifico ci si azzeccava quasi solo per caso, la selezione naturale ci ha dotati di un’altra inclinazione compensativa, quella dell’”io però l’avevo detto” (hindsight bias). Di questi e altri errori cognitivi ne sono stati commessi a valanga durante la pandemia, da parte anche degli esperti.

Scuola, crescita e nuove tecnologie: e ora che si fa?

Studente di terza elementare mentre studia da casa (foto di Aaron Keck).

1665, Londra. La peste si sta diffondendo e solo un ristretto numero di medici, farmacisti ed ecclesiastici rimane nella capitale per aiutare a limitare il contagio, mentre la maggior parte della popolazione si ritira nelle campagne. Tra questi Isaac Newton, da poco laureato, che per sfuggire alla peste torna in terra natia lasciando Cambridge dove da poco aveva iniziato un “master,” a causa della chiusura dell’università.