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Tutti i colpi di scena della serie Idrossiclorochina

Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sospeso per motivi precauzionali legati a uno studio pubblicato dal Lancet la sperimentazione su Idrossiclorochina, poi riavviata una volta sconfessato e ritirato la studio. Nel frattempo però due nuovi studi bocciano la molecola. Il serial continua...

La vicenda dell’idrossiclorochina si sta configurando come una vera e propria soap opera: non tutti quelli che hanno guardato una delle fiction televisiva a lunga serialità sanno che questo modo di definirle fa riferimento ai prodotti pubblicizzati nelle prime produzioni statunitensi. Alcune grosse aziende che fabbricavano saponi, come la P&G, addirittura producevano le serie.

Idrossiclorochina: dalla Spagnola a Covid

Nel mese di novembre 1918, in piena epidemia di febbre “spagnola”, la rivista medica americana JAMA (Journal of American Medical Association) pubblicava, nella rubrica “Correspondence”, a firma del medico H.A. Klein di Chicago, un articolo di circa mezza pagina tornato d’attualità in tempi di Covid-19.

Agamben e le insensatezze sulla dittatura telematica

Viviamo sotto dittatura telematica, le tecnologie digitali producono comunità fantasmatiche, i prof che fanno didattica a distanza sono come i docenti che giurarono fedeltà al Fascismo, ecc. ecc. Se, come dice Giorgio Agamben, il problema è la “barbarie tecnologica” che svuota le aule e sfibra lo studentato, c’è da chiedersi perché insieme alla didattica a distanza non abolire anche la scrittura e i libri. Niente distanzia più della tecnologia alfabetica e di quella tipografica.
Crediti immagine: Pexels/Pixabay. Lienza: Pixabay License

È vero che il buon senso non produce buona filosofia, ma ciò non significa che per produrre buona filosofia bisogna necessariamente dire qualcosa di insensato. Pare che invece che Giorgio Agamben voglia dimostrarci il contrario, e poiché non è certo un Diego Fusaro la cosa stranisce un po’. Eppure bisogna resistere ai resistenti, evitare di essere apodittici (anche perché non ce lo possiamo permettere), e provare a trarre dalle argomentazioni degli apocalittici utili spunti per gettare luce su quel che accade intorno a noialtri ingenui integrati.

Trieste capitale dei migranti della ricerca

A Trieste - vuoi per quella vocazione letteraria che nel Novecento ha saputo offrire a molti intellettuali un privilegiato punto d’osservazione sul presente dai confini sfuggenti che era la visione culturale della Mitteleuropa – eccellenza della ricerca fa rima con accoglienza.

Giorgio Metta: ripartiamo con più ricerca e tecnologia

Giorgio Metta è il direttore dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, ed è noto soprattutto per la sua “creatura”, il robot umanoide Icub. Lo abbiamo incontrato per capire il ruolo della ricerca e della tecnologia nella “ripartenza” post Covid. E per non farci cogliere impreparati al prossimo appuntamento (speriamo lontano) con un’emergenza di questo genere.

Quale può essere il contributo della ricerca e della tecnologia in questa fase di ripartenza?

Un confronto fra diversi test per SARS-CoV-2

Crediti immagine: fernando zhiminaicela/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Sono passati ormai cinque mesi da quando il SARS-CoV-2 è stato per la prima volta identificato nel dicembre 2019 in Cina. Uno degli sforzi della comunità scientifica è stato quello di identificare un test diagnostico sensibile e specifico da utilizzare sia in fase di screening nei soggetti asintomatici, sia nei pazienti sintomatici sia durante la convalescenza con lo scopo di identificare i pazienti guariti e potenzialmente immuni (1).

Figura 1. Uso dei test Covid nelle varie fasi.

C'è bisogno di scienze sociali, ma non quelle di una volta

Miniatur Wunderland, Amburgo. Foto di Renata Tinini.

Il Bando MUR (Decreto Direttoriale 562), che finanzierà progetti di ricerca in area Covid-19, destinerà risorse anche per studi di scienze sociali e umanistiche. Malgrado siano state richiamate nelle discussioni pubbliche, soprattutto in ambito internazionale, come potenziali e necessari ausili per governare la pandemia, le scienze sociali e umanistiche sono state in realtà fin qui ignorate e in alcune situazioni sbeffeggiate. La cura e il contrasto di una malattia infettiva è affare per medici, non per scienziati sociali! Si è letto in giro. Per la serie “Behavioral Science?

Ragazzi, leggete Primo Levi!

Talvolta, il ricordo di alcuni libri può rimanere strettamente legato alle circostanze in cui li abbiamo letti. Nelle prime settimane di quarantena, quando l’appuntamento più atteso era quello delle ore 18 con la Protezione Civile per avere notizie sull’avanzare della pandemia, chi scrive ha avuto tra le mani “Primo Levi. La chimica delle parole” di Paolo Di Paolo (La Nuova Frontiera, 2019).

Equivoci virali

Alberto Zangrillo, San Raffaele di Milano.

Mi è successo nella mia casa in campagna: entravano delle formiche da una trave del tetto nella stanza da bagno e per più giorni ho cercato di bloccarle con dell’insetticida. Giorno dopo giorno, si stavano diradando tanto da farmi credere di essere sparite e quindi che ormai fosse il caso di smettere con l’insetticida. Al ritorno dopo due weekend, ahimè, la brutta sorpresa: il bagno ne era totalmente invaso e ho dovuto fare un intervento ben più radicale nel sottotetto.

Lezioni di una pandemia: note per la ripartenza e il cambiamento

Didascalia: Sigmund Freud, David Černy, Praga. Foto di Renata Tinini.

La fase 2 della pandemia Covid-19 sta gradualmente, e faticosamente, procedendo in Italia. Nello stesso tempo, sta riprendendo l’attività dei servizi sanitari. Man mano risulta evidente la perdita di salute che ha colpito, e colpirà come effetto collaterale, la popolazione più fragile.