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Donne e astronomia, una lunga storia

Il cielo dimenticato in un baule è un piccolo, affettuoso, libro scritto da una donna, per altre donne (ma non solo) e che racconta storie di donne. Donne di scienza: in particolare donne che si sono dedicate all’astronomia. Dunque donne e cielo: forse un accostamento naturale ma non per questo scontato o banale, come ci racconta il fisico Gabriella Bernardi, a sua volta donna di scienza con la passione per la divulgazione scientifica.

Asteroide o cometa?

Era il 26 settembre 1983 quando Paul Wild, allora direttore dell'Istituto di Astronomia dell'Università di Berna, individuò quel nuovo asteroide dall'Osservatorio di Zimmerwald. Evento tutto sommato normale per lui che, fino a quel momento, aveva scoperto altri 81 asteroidi, un numero che al termine della sua attività di cacciatore di montagne celesti avrebbe raggiunto quota 94. Attività astronomica davvero importante, resa ancor più significativa dalla scoperta delle quattro comete periodiche che portano il suo nome e di una quarantina di supernovae.

05 - L'UFO

Mi capita raramente di frequentare il bar alla sera. Il motivo principale è che, dopo essere stato tutto il giorno in mezzo alla gente, alla sera non ne puoi proprio più e il rischio di fare l'orso è in agguato. Questo significa che, quando capita, devo mantenere la guardia alta se voglio dare il meglio di me stesso. Se però il clima rimane tranquillo e i tipici rompiscatole da bar hanno pensato bene di frequentare altri lidi ne può venir fuori anche una serata estremamente gradevole. Per me, s'intende.

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Il prestigio della rivista conta più della scoperta

Autori: 

La valutazione delle pubblicazioni scientifiche è parte integrante del processo scientifico.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Biology, gli scienziati sono giudici inaffidabili quando si tratta di esaminare le ricerche pubblicate da altri colleghi. L’analisi statistica messa a punto da Adam Eyre-Walker, dell'Università di Sussex, dimostra che il loro giudizio è spesso condizionato dal prestigio della testata su cui è stato pubblicato un lavoro o dall’Università in cui lavora l'équipe di ricerca.

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Una statistica dal volto umano

La statistica è una materia che generalmente non sta troppo simpatica. “Già, perché se mangi due polli e io nessuno, per gli statistici ne mangiamo uno a testa” è la tipica argomentazione da bar in merito. “Ma oltre alla media c’è anche la deviazione standard” potrebbe essere un replica. Che non avrebbe colto, però, il succo del discorso: la statistica tradizionale è sembrata un po’ limitata nel suo guardare il mondo reale, del resto, anche ad alcuni studiosi come l’ingegnere e ricercatore iraniano (naturalizzato statunitense) Lotfi Asker Zadeh.  
Secondo quest’ultimo

Bayesiano a chi?

È il 2 di ottobre; le nubi coprono il cielo di Milano ma le temperatura sono nelle medie stagionali: tra i 10 e i 20 gradi. Nulla giustificherebbe l’acquisto di un girocollo di lana e di un piumino imbottito. Eppure… Non  c’è vetrina di negozio di abbigliamento che non esponga i capi più pesanti e caldi di cui disponga. Folli? No bayesiani! 

Montecarlo, la vita è un gioco.

L’idea che si possa calcolare mateticamente la probabilità di un evento futuro e molto interessante per le evidenti implicazioni. L’applicazione ai giochi e alle scommesse permetterebbe facili accumuli di ricchezze in breve tempo e i matematici di professione sarebbero le persone più ricche del mondo.