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Il prestigio della rivista conta più della scoperta

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La valutazione delle pubblicazioni scientifiche è parte integrante del processo scientifico.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Biology, gli scienziati sono giudici inaffidabili quando si tratta di esaminare le ricerche pubblicate da altri colleghi. L’analisi statistica messa a punto da Adam Eyre-Walker, dell'Università di Sussex, dimostra che il loro giudizio è spesso condizionato dal prestigio della testata su cui è stato pubblicato un lavoro o dall’Università in cui lavora l'équipe di ricerca.

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Una statistica dal volto umano

La statistica è una materia che generalmente non sta troppo simpatica. “Già, perché se mangi due polli e io nessuno, per gli statistici ne mangiamo uno a testa” è la tipica argomentazione da bar in merito. “Ma oltre alla media c’è anche la deviazione standard” potrebbe essere un replica. Che non avrebbe colto, però, il succo del discorso: la statistica tradizionale è sembrata un po’ limitata nel suo guardare il mondo reale, del resto, anche ad alcuni studiosi come l’ingegnere e ricercatore iraniano (naturalizzato statunitense) Lotfi Asker Zadeh.  
Secondo quest’ultimo

Bayesiano a chi?

È il 2 di ottobre; le nubi coprono il cielo di Milano ma le temperatura sono nelle medie stagionali: tra i 10 e i 20 gradi. Nulla giustificherebbe l’acquisto di un girocollo di lana e di un piumino imbottito. Eppure… Non  c’è vetrina di negozio di abbigliamento che non esponga i capi più pesanti e caldi di cui disponga. Folli? No bayesiani! 

Montecarlo, la vita è un gioco.

L’idea che si possa calcolare mateticamente la probabilità di un evento futuro e molto interessante per le evidenti implicazioni. L’applicazione ai giochi e alle scommesse permetterebbe facili accumuli di ricchezze in breve tempo e i matematici di professione sarebbero le persone più ricche del mondo.

Clima: quattro nuovi scenari e infiniti futuri possibili

Nella prima parte del V Rapporto IPCC diffuso pochi giorni fa, scienziati e climatologi  hanno confermato che il cambiamento climatico è “inequivocabile” e che le attività umane sono la causa principale dell'aumento costante della temperatura globale. L'ampiezza delle prove empiriche e i metodi di ricerca sempre più avanzati lasciano ormai poco spazio ai dubbi (per chi ancora ne avesse), ma, senza nulla togliere al lavoro di raccolta e valutazione svolto dall'IPCC, non è stata una grande sorpresa. Erano