Calce, calcare e olivina in mare per aumentare la CO2 assorbita? Forse sì, ma con cautela

Dopo un recente aggiornamento su Nature riguardo allo sversamento negli oceani di minerali alcalini, abbiamo qui fatto il punto di cosa si sa di questo metodo geo-ingegneristico per la riduzione dei gas serra. Ancora non è usato in larga scala, sembra in alcuni casi essere promettente, ma va usata cautela per evitare di ridurne l’efficacia e danneggiare gli ecosistemi marini. Una cosa è certa: come tutti i metodi di cattura e stoccaggio di CO2, non è una soluzione magica, ma piuttosto un aiuto alla massiccia decarbonizzazione a base di rinnovabili.
Può essere che per abbassare i livelli di anidride carbonica in atmosfera si sverseranno nel mare calcare, calce, olivina, idrossido di magnesio e altre sostanze particolari. Come mai? Teoricamente per alzare un po’ il pH dell’acqua e al contempo facilitare l’assorbimento di CO2 in eccesso. Ma per capire quella che viene chiamata “alcalinizzazione” degli oceani, facciamo alcuni passi indietro.








