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Ripensare la consulenza scientifica in un futuro post-COVID-19

Dopo la crisi Covid-19, la consulenza scientifica deve assolutamente aggiornarsi. Paesi con uffici di consulenza scientifica solidi come il Regno Unito hanno hanno reagito spesso peggio di altri Paesi, come la Corea del Sud, praticamente quasi sprovvisti di tali organi. Secondo gli autori, la consulenza scientifica deve basarsi su una scienza più diversificata (scienze sociali, ingegneristiche, ...) e su una consulenza, appunto, più moderna. In altre parole, serve una figura di consulente scientifico più multidisciplinare.

Immagine: Westminster; licenza: Pixabay License.

Questo articolo sulla consulenza scientifica è stato originariamente commissionato e pubblicato dalla Campagna per le Scienze Sociali del Regno Unito nell'ambito del programma COVID-19 (Campaign for Social Science as part of its COVID-19 programme) Traduzione: Jacopo Mengarelli. Supervisione: Alessandro Allegra.

L'evoluzione di SARS-CoV-2 dall’Asia all’Europa: la mutazione D614G

SARS-CoV-2 ha avuto ben poche mutazioni genetiche significative da quando è apparso per la prima volta in Cina. Una, però, è di particolare rilevanza: denominata D614G, determina la sostituzione di un aminoacido nella proteina Spike, che media il riconoscimento del recettore e la fusione del virus con la cellula ospite. Questa mutazione è prevalente in tutto il mondo, fuorché in Cina: ma qual è il suo significato biologico? E quali le possibili ricadute sanitarie?

Crediti immagine: Visuals3D/Pixabay. Licenza: Pixabay License

A differenza del SARS-CoV che causò l'epidemia del 2002-2003, il virus dell’attuale pandemia, il SARS-CoV-2, ha subito ben poche variazioni genetiche significative (Scienza in rete ne ha parlato qui) da quando, alla fine di dicembre 2019, è stato isolato e sequenziato in Cina. Questo virus quindi nasce apparentemente già maturo e dotato di un’infettività sufficiente a diffondersi rapidamente e a circolare per lungo tempo.

Teniamo alta la guardia, non è ancora finita

Il criceto dorato è un piccolo roditore originario della Siria, paese da cui è stato importato come animale da laboratorio per le sue caratteristiche di facilità di allevamento, di pulizia e di suscettibilità a molti patogeni che fanno ammalare l’uomo, tra cui SARS- CoV. In virtù di tale precedente, un team cinese ha provato a infettare il criceto siriano con il nuovo coronavirus, quasi contemporaneamente a un gruppo misto di ricercatori giapponesi e statunitensi che ha usato isolati ricavati da pazienti con sintomi lievi.  

Mettiamo il coronavirus al Sole

Una collaborazione multi-disciplinare ha permesso di valutare sperimentalmente gli effetti dei raggi UVC su Sars-CoV-2: secondo gli articoli, ancora in preprint, una dose di 3.7 mJ/cmè in grado di neutralizzare il virus.

Crediti immagine: Rich Smith/Unsplash. Licenza: Unsplash License

L'utilizzo dei raggi ultravioletti per inattivare o neutralizzare i virus era già noto da tempo nell'ambito della ricerca scientifica e delle relative applicazioni tecnologiche. Ma ancora non era chiaro quanto fosse efficace questo metodo sul coronavirus Sars-CoV-2.

Un modello di simulazione agent-based: applicazioni alla scuola e al mondo del lavoro

Eilidh Barnardo (1911–1994), Crowded Pavement, The Shire Hall Gallery. Photo credit: Staffordshire Archives & Heritage

La nipotina Caterina, di 9 anni, che – come tutti i bambini – mentre gioca e traffica, ascolta e poi ci ripensa, se n'è uscita con "Il nonno prevede il futuro con il suo giochino". Mi fa sentire come il professor Meraviglia del Mago di Oz e mi diverte molto... In realtà non prevedo nulla: presento futuri possibili, nient’altro. La domanda sconcertante è: "come fai a validare il modello?”; con il commento: “se non lo validi, non serve". Ahi, la ricerca di risposte semplici e sicure a problemi complessi...

La disuguglianza nuoce gravemente alla salute, anche animale

Le diseguaglianze e la carenza di legami sociali hanno un impatto sulla salute, non solo nell’essere umano ma anche negli animali. Un nuovo studio su Science mostra che studiare gli animali sociali, dai primati ai delfini e i roditori, ci può aiutare a comprendere meglio il ruolo delle interazioni e dello status sociale sulla salute, sia loro che nostra.

Nell'immagine: alcuni mammiferi sociali hanno società strutturate attraverso gerarchie di dominanza e un rango elevato può associarsi a maggiori aspettative di vita. Nei suricati, gli individui dominanti hanno un'aspettativa di vita fino a tre volte quella dei subordinati. Crediti: quhl/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri

Il Terzo Settore sta rivoluzionando la ricerca: aiutiamolo

La pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere e per molti aspetti potrebbe cambiarlo anche negli anni futuri. Molte riflessioni insistono sul fatto che non si debba “sprecare” questa crisi inaspettata, e le altrettanto inaspettate energie che ha saputo risvegliare. In questo scenario la ricerca scientifica non fa eccezione1.

Scienza tra etica e politica: una riflessione in ricordo di Carlo Bernardini

È uscito in questi giorni il volume “Scienza tra etica e politica” dell’editore Dedalo. Una collettanea curata da Rino Falcone, Pietro Greco e Giulio Peruzzi. Lo scorso 22 giugno si è tenuto un webinar cui ha partecipato anche il Ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi. Riportiamo sotto l’intervento introduttivo di Rino Falcone. Crediti immagine: ErAnger/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La scienza ha improvvisamente occupato un posto di primo piano nel dibattito pubblico e nella coscienza attiva dei cittadini; anche di quelli che della scienza avevano una percezione e considerazione scarsa e confusa. Questo è ovviamente un effetto di risposta a seguito della pandemia COVID-19: agli sconvolgimenti, alle trasformazioni della vita individuale e sociale che ha prodotto in tutti noi. In particolare, all’esigenza che è prepotentemente cresciuta di identificare potenziali salvatori della nostra salute e della nostra convivenza civile e sociale.

Nicola Vanacore: alla scoperta del continente sommerso delle RSA

L'Istituto Superiore di Sanità ha condotto il “Survey nazionale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie”, pubblicato nei giorni scorsi. Cristiana Pulcinelli ne ha parlato con Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio demenze dell’ISS e uno dei curatori del rapporto finale, per capire i principali risultati, quali sono state le principali criticità osservate nelle RSA durante l'epidemia e quali possono essere le azioni future da intraprendere.

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Nei mesi in cui la pandemia di Covid-19 ha colpito più duramente, le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono state luoghi critici. All’interno di quelle strutture che ospitano persone anziane e fragili si sono sviluppati focolai importanti con la conseguenza di un aumento significativo dei decessi. Un fenomeno che non ha riguardato solo l’Italia, ma che nel nostro Paese è sicuramente costato molte vite.