La concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera ha
raggiunto la soglia di 400 ppm (parti per milione), come era logico aspettarsi
dai dati delle ultime
settimane.
Sempre più
diffuse, sempre più discusse: le medicine alternative incontrano il favore del
pubblico, mentre il mondo della ricerca segnala la scarsa validità scientifica
di rimedi e trattamenti. Come orientarsi nel mare di terapie genericamente
definite “alternative”? È il tema della giornata organizzata dal MaCSIS -
Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile
dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Già 2.500 anni fa
se ne discuteva. Ippocrate, il padre della medicina occidentale, fu un
sostenitore della medicina personalizzata e in uno dei tanti testi che scrisse
sottolineò la necessità di: “somministrare
diverse medicine a pazienti diversi: quelle dolci non danno lo stesso beneficio
a tutti, né gli astringenti producono lo stesso effetto, né i pazienti sono in
grado di assumere la stessa bevanda” [1]. Oggi, il suggerimento di
Ippocrate non è stato dimenticato.
Le microalghe sono una
nuova, inaspettata arma per la battaglia
contro il tumore al collo dell’utero. A dirlo è lo studio, pubblicato su
PlosOne, di un gruppo di ricerca dell’Enea e dell’Istituto Nazionale Tumori
Regina Elena. Giovanni Giuliano e Rossella Franconi con Aldo Venuti hanno sviluppato un vaccino
terapeutico che supera i limiti dei vaccini preventivi contro le infezioni del
papilloma umano attualmente disponibili in commercio.
A pochi anni dalla scoperta e dal premio Nobel, assegnato nel 2010 ad
Andre Geim e Konstantin Novoselov, il grafene ha già conquistato
l’attenzione di ricerca e industria, evocando altre rivoluzioni tecnologiche del passato come l'introduzione, nel secolo scorso, della sintesi dei polimeri per la produzione di plastica.