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Immunità crociata con altri coronavirus e fenomeni immunopatologici

La bassa percentuale di individui nella popolazione che ha sviluppato i sintomi di Covid-19 può essere spiegata da cross-immunità con altri coronavirus. Questo fenomeno si basa sull'immunità cellulare. L'immunità umorale (anticorpo-mediata), invece, può essere in parte responsabile di alcuni fenomeni patologici. Questi due diversi fenomeni immunologici potrebbero spiegare da un lato la bassa prevalenza dei bambini tra i malati e dall'altro l'alta letalità negli anziani.

Crediti immagine: Daniel Roberts/Pixabay

Molte domande riguardanti la progressione di Covid-19 dalla comparsa del virus SARS-CoV-2 rimangono senza risposta, forse perché la storia epidemica in atto non è stata sufficientemente esaminata alla luce delle conoscenze acquisite dall'epidemia di SARS del 2003-2004 e dalla biologia dei coronavirus comuni (Freymuth 2009, Groneberg 2004).

Umanesimo dell’altro bit: intervista a Luciano Floridi

Più Lèvinas, meno Heidegger, potrebbe dire Luciano Floridi, intervistato da Cristian Fuschetto. Dopo le rivoluzioni culturali di Copernico, Darwin e Freud, quella di Alan Turing ha privato l'uomo della sua presunta unicità di elaboratore di informazioni, capacità propria sia degli altri animali che delle macchine. Internet ha probabilmente generato molti egomaniaci, ma ci ricorda anche quanto siano importanti le relazioni tra l'io e l'altro.

Immagine: Pixabay License

Internet ha generato un esercito di egomaniaci, dice Jia Tolentino, giovanissima e talentuosa columnist del New Yorker, che in Trick Mirror spiega come l’abitudine a decifrare l’altro da quello che cinguetta su Twitter, posta su Facebook, balla su TikTok o da quello che ascolta su Spotify, alla fine conduca a guardare anche noi stessi attraverso la lente di quello che postiamo, twittiamo, condividiamo, in una narrazione digitale mai interrotta dall’entropia del reale. La rete è diventata il luogo per eccellenza di espressione del sé.

Non ci possiamo permettere una ricerca debole su Covid

Lo scorso 23 marzo la Società italiana di virologia inviava una lettera al ministro dell'Università e Ricerca Gaetano Manfredi per richiamare l'attenzione sull'importanza della ricerca virologica nazionale in un momento drammatico della pandemia di Covid-19. In particolare, la lettera voleva mandare il messaggio di quanto la comunità dei ricercatori fosse impegnata in questo vitale sforzo di ricerca pur nella carenza di attenzione e finanziamenti a questo settore.

L’approccio creativo della Germania all’emergenza Covid-19

Dagmar Rinnenburger, medico tedesco, racconta come l'epidemia di Covid-19 è stata affrontata in Germania, dal suo inizio a oggi, e dell'approccio "creativo e razionale" adottato dai medici.

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Nei primi giorni dello scorso aprile riassumevo (in un articolo pubblicato su Salute Internazionale) la situazione del Covid-19 nel mio Paese con tre parole quasi banali, attribuendo alla Germania tre fattori favorenti: la fortuna (perché all’inizio della pandemia c’erano pochi contagiati e di età decisamente minore che in Italia), il tempo per prepararsi e la ricchezza, sotto forma dell’ampia disponibilità di letti in terapia intensiva.

Risultati preliminari dell’indagine di sieroprevalenza sul coronavirus

COVID-19 IgG/IgM Antibody Test (Texas Military department).

In questa nota verranno illustrati alcuni risultati preliminari dell’indagine effettuata dall’Istat e dal Ministero della Salute per quantificare la presenza degli anticorpi anti-coronavirus nella popolazione italiana. Sono stati privilegiati i risultati che hanno potenzialmente valore operativo allo scopo di limitare la diffusione del virus.

COVID-19: pericolo migranti?

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Parlare genericamente di COVID-19 e migranti è errato, in quanto il tema è sfaccettato e può essere strumentalizzato per presentare i migranti come “pericolosi” e dunque giustificare misure restrittive. Interpretando i dati di ISPI e di ECDC si può capire meglio quale sia la situazione dei vari sottogruppi migranti, considerando non solo la loro origine, ma anche le loro condizioni di vita nel paese ospitante. 

Immagine: Pixabay License.

Parlare genericamente di COVID-19 e migranti è errato, in quanto il tema è sfaccettato e può essere strumentalizzato – come in effetti viene fatto, per esempio, da Orban – per presentare i migranti come “pericolosi” e dunque giustificare misure restrittive. Come mostra il caso della raccolta dei prodotti agricoli, abbiamo bisogno di migranti per numerose attività produttive. Purtroppo, sono poche le informazioni che consentono di analizzare nel dettaglio le varie sottopopolazioni dal punto di vista COVID-19 e produrre tali informazioni sta diventando urgente.

Non è il Nasdaq… sono le frequenze dei contagi!

“Oggi i nuovi contagi da Covid-19 si sono dimezzati rispetto a ieri”... “Oggi i nuovi contagi da Covid -19 sono di nuovo molto cresciuti” … eccetera! Nei giorni di fine luglio, quasi tutti i telegiornali della sera hanno aperto con la notizia, quasi fosse quella del Nasdaq, che Covid-19 era cresciuto o era diminuito, e a queste variazioni era dato un significato decisamente positivo o negativo come se realmente l’andamento generale della pandemia nel nostro paese dipendesse dalle variazioni osservate in ogni singola giornata.