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Covid-19: Misurare le cose giuste e comunicare subito

Negli ultimi anni vi è stata molta pressione per rendere sempre più veloci e utili per risposte rapide i nostri flussi informativi correnti, a partire dalle schede nosologiche ospedaliere e dai dati di mortalità (ospedalieri e territoriali, inclusi i decessi fuori regione). Quest'urgenza è spesso stata motivata da episodi locali, quando proteste e stampa hanno fatto saltare sulla sedia governatori, sindaci e direttori generali. Adesso, nel momento della crisi epidemica, sembra che non esistano più.

Emergenza governance sui dati di Covid-19

Mappa della Protezione civile, distribuzione dei casi per provincia, 24 marzo 2020.

L’appello di Epidemiologia e Prevenzione e l’editoriale di commento di Scienza in rete sollecita tutti a concorrere a uno sforzo di assessment rapido delle evidenze critiche per la gestione di sanità pubblica dell’emergenza di ora e delle implicazioni per i mesi prossimi. Al centro dell’appello c’è l’accessibilità tempestiva e aperta al dato.

Epidemie vere e romanzate

Quello delle epidemia è un tema ricorrente in letteratura. E anche se non si può fare un confronto realistico con l'attuale epidemia di Covid-19, due libri offrono lo spunto per qualche considerazione: “Il morbo bianco” di Herbert e “Stazione 11” di St. John Mandel.
 Crediti immagine: Eli Digital Creative/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Le epidemie sono un tema ricorrente nella letteratura mondiale, affrontate in modo più o meno realistico dagli autori dei vari Paesi. Ho letto da poco due libri che trattano di epidemie: Il morbo bianco, di Frank Herbert (Urania,1982), e Stazione undici, di Emily St. John Mandel (Bompiani, 2014).

Intervista a Sara Platto, rimasta a Wuhan

Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan).

Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, è professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan). Originaria di Brescia, vive in Cina da 13 anni, e a Wuhan da otto. È Secretary General della BASE (General Biology and Science Ethic) alla China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (CBCGDF). Il suo lavoro si divide tra l’Università e la Fondazione, che collabora con vari enti di ricerca.

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 23 marzo)

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L’analisi delle sequenze temporali della frazione dei contagiati osservati rispetto alla popolazione della provincia rileva che 57 delle 107 province presentano una diminuzione del tasso di crescita, come si osserva ad esempio per Brindisi nelle figure 1 e 2 (le curve per tutte le province sono scaricabili qui). Abbiamo comunque considerato solo le province in cui la riduzione del tasso di crescita inizia almeno tre giorni prima del 23 marzo, ultimo giorno per cui abbiamo i dati misurati.

Correre fa bene, le maratone no

Il primo paziente italiano positivo a Covid-19 è, secondo le cronache, molto sportivo. Può questa caratteristica aver giocato un ruolo nell'aggravamento delle sue condizioni? La risposta chiama in causa lo stress ossidativo, che ha un ruolo in molte condizioni morbose a patogenesi infiammatoria. Simonetta Pagliani descrive qui i meccanismi di produzione e smaltimenti dei radicali liberi, la loro relazione all'attività sportiva e all'alimentazione.
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Il paziente italiano numero 1 di Covid-19, che tanto tempo ha impiegato per sconfiggere la malattia, è un uomo giovane, sano e sportivo. Molto sportivo, dicono le cronache, tanto che aveva da poco corso una maratona. Chiedersi se questa caratteristica, invece che essere un fattore di protezione, abbia potuto giocare un ruolo di aggravamento delle condizioni del giovane, una volta infettato dal virus, chiama in causa lo stress ossidativo generato dall’impresa.

Liberate i dati per sconfiggere Covid

La scienza sta avendo una sua rivincita sulla politica e la società. Arrivata l’emergenza, declinano i negazionisti e si rivalutano le competenze. Ma è sufficiente quello che il mondo della ricerca sta facendo per ricostruire e consolidare questa fiducia? Sicuramente nessuno si aspettava una pandemia di questa gravità, e i piani di preparazione pandemica non erano di fatto pronti a scattare in gran parte dei paesi. Eppure sarebbe stato utile avere anche in Italia, come in altri paesi ad alto investimento in ricerca e sviluppo, una immediata circolazione pubblica dei dati che man mano la sanità pubblico andava raccogliendo. Non è stato così.  (Immagine: Geralt, Pixabay)

La scienza sta avendo una sua rivincita sulla politica e la società. Arrivata l’emergenza, declinano i negazionisti e si rivalutano le competenze. Ma è sufficiente quello che il mondo della ricerca sta facendo per ricostruire e consolidare questa fiducia? Difficile rispondere.

Cronistoria del calvario lombardo: un primo studio

Il primo studio scientifico sull'esordio dell'epidemia in Lombardia, sui principali dati epidemiologici e sull'impatto di COVID-19 sul sistema sanitario e sugli ospedali.

Lo aspettavamo da tempo e finalmente è uscito. I protagonisti della sanità lombarda impegnati in questo durissimo braccio di ferro con Covid-19, che dal 20 febbraio è dilagato nella regione più ricca d’Italia, mettendo in ginocchio ospedali, medici e sistema sanitario, hanno postato su Arvix la pubblicazione “The early phase of the COVID-19 outbreak in Lombardy, Italy” in cui delineano ciò che fino ad ora hanno potuto capire dell’epidemiologia della malattia pandemica.

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 22 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi per tutte le province di ciascuna regione. I risultati sostituiscono o integrano quelli nel documento del 21 marzo. I dati utilizzati sono quelli aggiornati alle 18 del 22 marzo 2020 e sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province.