Se il virus è un bersaglio mobile, affinare la mira e bombardare a tappeto

Un modello chimerico umano-murino è stato impiegato per testare l'efficacia del pro-farmaco EIDD-2801, già usato contro il virus influenzale, che si è rivelato in grado di ridurre la replicazione virale. Aver comprovato la sua efficacia nel modello chimerico è un passo importante nel percorso della sua valutazione, ma bisogna ricordare che nel modello sono assenti le prime vie aeree (sito di replicazione precoce del virus) e che bisogna attendere i risultati degli studi di fase II e III, attualmente in corso, per verificare la sicurezza del farmaco e il suo dosaggio efficace. Va poi considerato come le varianti potrebbero influenzare la risposta a farmaci e vaccini del virus.
Crediti immagine: Space invaders, modificato da Scienza in rete.
Come è ormai noto, il serbatoio dei coronavirus è la famiglia (estesissima) dei chirotteri, che comprende mammiferi volanti delle più varie pezzature, dai 2 grammi del pipistrello "calabrone" agli 1,6 chili dei pipistrelli tropicali con l'apertura alare che supera il metro e mezzo. I virus possono avere un ospite intermedio che facilita la loro trasmissione alla specie umana, ma possono anche farne a meno: lo ha provato un gruppo di scienziati dell'Università della Carolina del Nord, in uno studio peer reviewed in pre-print su Nature.








