Il futuro del cinema ha radici lontane
“L’immagine elettronica lo conferma: una civiltà in preda all’incubo della memoria visiva non ha più bisogno del cinema” osservava Paolo Cherchi Usai nel 1999 (L’ultimo spettatore. Sulla distruzione del cinema), constatando l’inesorabile destino di estinzione della pellicola ad opera dei supporti digitali. Il processo negli ultimi anni è apparso irreversibile e il miglioramento della qualità dell’alta definizione, unito alle nuove frontiere aperte dal 3D, ci invita e obbliga a riconsiderare l’intero campo dei problemi legati alla visione cinematografica e ai rapporti
