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La verità sulle staminali
Research integrity in China
Crescono le emissioni di gas esilarante, c'è poco da ridere
Il protossido di azoto (N2O) è il terzo principale gas ad effetto serra dopo l’anidride carbonica e il metano. Oltre a trattenere il calore delle radiazioni solari, contribuendo al riscaldamento globale, danneggia la fascia di ozono che proteggere la biosfera terrestre. È anche conosciuto per i suoi effetti euforizzanti se inalato a basse concentrazioni. In passato veniva usato come blando anestetico, mentre oggi conosce nuova fama come
Uno spazio pieno di Terre
Davvero interessante il metodo impiegato da tre astronomi nello studio recentemente pubblicato su PNAS. E ancora più interessanti le conclusioni alle quali giungono al termine della loro analisi, suggerendo che, là fuori, ci sarebbero un bel po' di pianeti potenzialmente in grado di ospitare la vita così come noi la conosciamo. Ma andiamo con ordine.
Il mercato nero della scienza cinese
Animalisti in corteo: "No vivisezione" - Ricercatori schierati con Garattini
La responsabilità nella comunicazione della scienza
Durante la Premiazione del Premio Leonardo - UGIS, Giovanni Caprara, Presidente dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici, esamina alcuni degli aspetti più importanti sulla comunicazione scientifica, sottolineando la responsabilità che i giornalisti scientifici e i ricercatori ricoprono nella diffusione della scienza.
Arriva Block Magic, la valigetta degli alunni 2.0
Una valigetta “magica” per traghettare nella scuola del terzo millennio gli insegnamenti e i metodi dei grandi maestri della pedagogia italiana, dalla Montessori a Munari. È Block Magic (www.blockmagic.eu), l’esito di un progetto europeo guidato dall’Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive del Cnr di Roma ( www.istc.cnr.it) in collaborazione con il Nac (Laboratorio di Cognizione naturale e artificiale: www.nac.unina.it/nac)
Dati spaziali e misure terrestri per capire meglio i vulcani
L’utilizzo congiunto di dati satellitari e misure al suolo aiuta ad evidenziare le possibili risalite di magma precedenti la ripresa dell'attività eruttiva all’Etna. E’ quanto riporta uno studio nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature.