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Karikó e Weissman: un Nobel al servizio dell’umanità

Il premio Nobel 2023 è stato assegnato a Karikó e Weissman per il contributo alla messa a punto dei vaccini a mRNA contro il Covid. Oltre che la qualità della loro ricerca scientifica, premia anche la loro tenacia, nonostante posizioni lavorative precarie e scarsi finanziamenti. Ma soprattutto premia la capacità di arrivare ad un prodotto utilizzabile su larga scala, che effettivamente ha cambiato l’impatto della pandemia da Covid-19.

Quando nel 1895 Alfred Nobel decise di istituire quello che ai nostri giorni è il più prestigioso riconoscimento scientifico indicò che i premi annuali sarebbero stati assegnati a coloro che avevano reso i “maggiori servizi all'umanità" e in effetti ogni assegnazione nel campo della medicina, della fisica e della chimica ha marcato pietre miliari nell’avanzamento delle conoscenze scientifiche.

Manifesto Fadoi: in cinque anni si è dimezzata la ricerca clinica no profit

Una serie di provette da laboratorio piene di piccoli cuori rossi"--"

Dal Manifesto per la Ricerca Clinica promosso dalla FADOI emergono dati preoccupanti: la ricerca clinica no profit in Italia si è ridotta del 50% negli ultimi cinque anni e il 90% degli investimenti in questo campo sono di provenienza privata. Silvio Garattini rilancia l’allarme sulla grave carenza di fondi pubblici, che azzoppa la ricerca sui farmaci, lasciando scoperti aspetti cruciali che il settore industriale non ha alcun interesse a investigare.
Crediti immagine: elaborazione Blue Willow

Da una parte, a parole, l’enfasi sull’importanza della ricerca, un tema che, come fa notare il Manifesto per la Ricerca Clinica promosso dalla Società Scientifica di Medicina Interna FADOI ha attratto l’attenzione dei cittadini, oltre che degli addetti ai lavori, anche per l’evoluzione in atto, che tocca diversi aspetti: non solo quello scientifico, ma anche quello tecnologico, metodologico e regolatorio.

Dalla ricerca alle sue applicazioni: l'incontro Future Trends in Translational Medicine

Per vari motivi, nonostante l'elevata produttività in ambito biomedico, il mondo scientifico italiano è ancora limitato nel trasferimento dei propri risultati dai laboratori al mercato e alla società. Le iniziative di trasferimento tecnologico attualmente in corso sono molte: tra quelle dedicate alle discipline biomediche vi è l'incontro Future Trends in Translational Medicine, organizzato da Human Technopole e Nature Italy.

Crediti immagine: National Cancer Institute/Unsplash

È uno dei tanti “paradossi italiani”: pur risultando ai primissimi posti nel mondo per l’alta produttività nei settori biomedici, gli scienziati italiani risultano essere cronicamente refrattari alla valorizzazione dei risultati del proprio lavoro.

Come il cambiamento climatico ha cambiato le co-migrazioni

Uno studio analizza 15 anni di dati per valutare come siano cambiate le associazioni tra specie diverse di uccelli migratori che, ogni primavera, transitano sull’isola di Ponza. L’approccio, che per la prima volta consente di fornire un quadro d’insieme dei dati sulle diverse specie, evidenzia una sincronizzazione sempre maggiore tra diverse specie di migratori, in particolare quelli provenienti dall’Africa sub-sahariana, probabilmente a causa del cambiamento climatico in corso.

Crediti immagine: balia dal collare (F. albicollis) fotografata dal Centro italiano per lo studio e la conservazione dell'ambiente (CISCA) nel centro di inanellamento di Ponza.

Chi viaggia con chi? Le migrazioni degli animali, e in particolare quelle degli uccelli, sono state e sono sempre oggetto di numerosissimi studi. Le ricerche spaziano dal campo della fisiologia, per capire per esempio come le specie riescano ad affrontare, dal punto di vista metabolico, distanze impressionanti, o come si orientino nello spazio; alle indagini dedicate a studiare gli effetti dei cambiamenti climatici e delle loro alterazioni sulla temperatura del globo sulle popolazioni di migratori.

La responsabilità per i danni provocati dal cambiamento climatico e l’attribution science

Sono in aumento le controversie e le azioni giudiziarie riguardanti il cambiamento climatico o volte a ottenere un risarcimento dei danni dovuti a determinati eventi atmosferici nei confronti di soggetti ritenuti responsabili. È, questo, un effetto dei risultati dell'attribution science, una disciplina volta a chiarire quale sia il rapporto causale tra il verificarsi di eventi meteorologici estremi e il cambiamento climatico.

Crediti immagine: Markus Spiske/Unsplash

In un articolo di dieci anni fa, trattando il tema delle climate litigations, le controversie giudiziarie concernenti il cambiamento climatico, l’autrice osservava che per la maggior parte esse erano promosse contro i governi per ottenere l’introduzione di limiti o controlli sulle attività produttive di emissioni di gas serra oppure contro le imprese coinvolte nella loro produzione (soprattutto multinazionali del petrolio) per ottenere il rispetto di normative esistenti.

Il Covid imbarazzante

Si percepisce un certo imbarazzo nel ricominciare a dover parlare di Covid-19, come richiede l'aumento di casi che si registra anche in Italia. La ragione, scrive l'epidemiologa Stefania Salmaso, può forse essere identificata nella mancanza di un processo trasparente che permetta di comprendere in base a quali elementi l’autorità sanitaria formuli raccomandazioni, e che porta al ricorso a opinionisti.

Crediti immagine: visuals/Unsplash

“Un Covid-19 imbarazzante”: potrebbe essere il titolo di una novella di Calvino o di una filastrocca di Rodari, ma è quanto stiamo osservando in questi giorni. L’aumento di frequenza di infezioni da SARS-CoV-2 in diverse aree del mondo, inclusa l’Italia, ha costretto la stampa corrente e i media in generale a doversene occupare di nuovo. Però spesso se ne parla con una sorta di imbarazzo e solo per dovere di cronaca, e se si passa a discutere di eventuali contromisure l’imbarazzo è ancora più evidente.

Le aree protette sono un’opportunità di sviluppo, anche turistico

Le aree protette, da quelle riconosciute dallo IUCN a quelle della rete Natura 2000 a quelle nazionali, tra parchi, riserve e aree marine protette, sono un’opportunità di sviluppo culturale (oltre che scientifico). Si usino per trasformare il turismo da un’attività economica basata sul sovrasfruttamento a una basata sulla qualità e l’equilibrio.

Foto di Jacopo Mengarelli: cartello di avviso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini sulle misure in vigore all'interno della zona di massima protezione, poco segnalata in tutto il parco; la presenza di limitazioni categoriche senza motivazioni a loro sostegno può portare a contromisure come quelle visibili nella foto.

Su Scienza in rete abbiamo recentemente parlato tanto degli impatti che il turismo ha sull’ambiente quanto delle soluzioni da mettere in campo per ridurli.

Decreto Caivano e salute mentale: l’urgenza di fare prevenzione nella scuola

Alcuni recenti casi di cronaca che hanno visto coinvolti minorenni e giovani adulti in gravi reati penali  hanno scosso l’opinione pubblica; il governo ha risposto con il decreto Caivano, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Ma interamente basato sulla repressione: manca, nelle nostre istituzioni, un approccio preventivo al disagio. 

Crediti immagine: Ivan Aleksic/Unsplash

Recentemente è ripresa la discussione sulla qualità della scuola italiana, anche con voci allarmate. All’allarme contribuisce la soluzione esclusivamente repressiva contenuta nel decreto Caivano. Va ricordato che la scuola offre opportunità uniche per affrontare problemi che non sono solo di apprendimento, e che le professionalità che ruotano intorno alla scuola (a tutti i livelli) non sono solo quella degli insegnanti.

Ecco il Piano Amaldi-Maiani per arrivare allo 0,75% del PIL in ricerca pubblica

Bisogna aggiungere 6,4 miliardi di euro nel periodo 2024-2027 ai fondi già programmati dalla legge di bilancio 2022, non particolarmente generosa con il mondo della ricerca, per agganciare il resto dell’Europa. È quanto propone il “Piano quadriennale 2024-2027 per la ricerca pubblica” pubblicato il 6 settembre sul sito dell’Accademia dei Lincei