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March 2020

È pandemia, e le incertezze sul futuro restano

L'OMS ha formalmente etichettato come pandemia l'epidemia di Covid-19. restano però delle domande aperte su come questa evolverà in Italia; incertezze piccole e grandi, intrinseche all'epidemia. Ma scopo della ricerca è ridurre il più possibile il margine d'incertezza.
Crediti immagine: Vektor Kunst/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Ieri l’Organizzaione Mondiale della Sanità ha formalmente etichettato l’epidemia di Covid-19 come pandemia. Significa che l’epidemia si sta generalizzando a gran parte del mondo. La definizione di pandemia è 

un’epidemia che si verifica a livello mondiale, supera i confini nazionali e coinvolge un numero di persone molto elevato

Che cosa vorremmo sapere e sappiamo solo in parte? Esaminiamo brevemente quattro domande cui si vorrebbe trovare risposta nel piu’ breve tempo possibile.

Covid-19: segnali di rallentamento

Con i molti limiti di un modello epidemiologico, e considerato anche che siamo nel pieno di una crescita esponenziale del fenomeno, si può tentare di verificare se, per territorio e per periodo temporale, le curve epidemiche mostrino andamenti diversi e darne un accenno di interpretazione. A oggi non siamo in vista del picco delle curve, ma forse in vista del flesso del ritmo di crescita.

Con l’attuale disponibilità di dati, è possibile misurare possibili andamenti significativi dell’epidemia per territorio e periodo temporale? Rispondere è difficile per molte ragioni. In primo luogo perché i dati disponibili si riferiscono a un periodo temporale insufficiente. In premessa deve essere considerato che naturalmente le misure restrittive hanno un effetto che è differito nel tempo, che dipende dai comportamenti sociali e che è complesso isolare statisticamente, soprattutto con una disponibilità di dati limitata.

Aprire le finestre in tempi di Coronavirus

Non si è parlato molto dell'importanza di ventilare gli ambienti per prevenire il contagio da SARS-CoV-2. E anche se le particelle virali non sono state studiate a sufficienza per quanto riguarda la loro capacità di raggiungere concentrazioni pericolose a distanza in ambienti confinati, si ritiene che l'aumento della ventilazione di un ambiente riduca l'infezione crociata delle malattie trasmesse per via aerea. Alle raccomandazioni già esistenti si potrebbe quindi aggiungere quella di ventilare con mezzi idonei la ventilazione dei locali pubblici, compresi i mezzi di trasporto.
Nell'immagine: Andrew Wyeth, "Wind from the sea", National Gallery of Arts, Washington.

Aggiornato alle ore 12:30 del giorno 16/3/2020 (vedi Addendum sotto).

Walter Ricciardi: ancora due settimane dure, possibile catastrofe negli USA

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L'intervista a Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, sulla gestione dell'emergenza Covid-19 in Italia: perché era necessaria la chiusura a livello nazionale? Perché vi sono differenze di mortalità così accentuate fra l’Italia e altri Paesi? E che previsioni possiamo fare a questo punto?

Abbiamo raggiunto al telefono Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, di fatto la figura più di spicco nella complicatissima gestione dell’emergenza coronavirus in Italia.

La prima inevitabile domanda è: era proprio necessaria la chiusura di tutta l’Italia disposta dal decreto di ieri?

#tuttiacasa!

Le criticità nel contenimento dell’epidemia di Covid-2019 stanno venendo fuori in maniera prepotente, basta guardare il drammatico documento prodotto il 7 marzo da medici e infermieri lombardi che stanno sacrificandosi nella prima linea di argine al contagio. Nonostante questo, finita per fortuna l’orgia di polemiche politiche utilizzanti emergenza per fini di consenso, si stanno tuttavia ancora ascoltando voci che invocano la necessità di “non farsi condizionare dall’ansietà e mantenere una vita normale”.

Clorochina e remdesivir, i dati sui farmaci per SARS-CoV-2

Enrico Bucci ed Ernesto Carafoli precisano alcuni aspetti dell'uso di clorochina e remdesivir nel trattamento di SARS-CoV-2, raccogliendo gli articoli e le evidenze cliniche disponibili.
Crediti immagine: iXimus/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Ci è stato chiesto da Scienzainrete di integrare il paragrafo 1 del nostro articolo “Alcuni punti fermi sul coronavirus”. Era il paragrafo in cui scrivevamo che la dichiarazione ossessivamente ripetuta dei media e da taluni esperti, secondo la quale non esiste al momento alcun presidio terapeutico contro il Covid-19, era falsa.

Covid-19: plausibile picco dei casi a metà aprile

Applicando all’epidemia attuale il modello utilizzato per la pandemia influenzale 2009, è ipotizzabile un aumento di casi fino a metà aprile nelle aree di prima introduzione come la Lombardia.  L'incremento potrebbe essere più tardivo in altre zone del Paese. Pur con i limiti di una simulazione affetta da molte incertezze sulle caratteristiche dell'infezione il modello matematico disponibile offre uno scenario plausibile circa i tempi a breve di evoluzione dell'epidemia. [Nell'immagine: elaborazione di Scienza in rete dei dati pubblicati dalla Protezione civile su GitHub. Il grafico mostra il numero cumulato dei casi per quattro categorie: ospedalizzati (rosso), in isolamento (giallo), guariti (verde), deceduti (nero). Periodo: 24 febbraio -7 marzo. Fonte: Protezione Civile.]

L’attuale epidemia di Covid-19 viene quotidianamente descritta dal numero cumulativo di persone trovate infette al SARS-Covid-19 (la maggior parte delle quali identificate fino ad ora perché contatti di casi confermati o perché sintomatiche) e da quello delle persone ricoverate in ospedale e di quelle decedute e trovate infette dal virus. I numeri da soli non bastano a fornirci uno scenario di evoluzione su cui prepararci, ma è possibile recuperare qualche indicazione dall’esperienza precedente alla pandemia da virus influenzale A/H1N1pdm09 del 2009.

Uno sguardo (molto) indiscreto su un reparto di terapia intensiva

Qualche considerazione sul servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona: dagli effetti su chi si è immedesimato a quelli su chi non è preoccupato, per concludere con alcune importanti osservazioni sul terreno che consente alle infezioni di diffondersi, in Italia forse più che altrove, e su cui varrebbe la pena indagare di più.

Non poteva passare inosservato il servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona, sotto pressione per l’epidemia di Covid-19 in corso. È evidente che la redazione del programma condotto su La7 da Corrado Formigli, nel confezionare un video come quello trasmesso ieri sera, ha voluto testimoniare la gravità della situazione, aumentarne la consapevolezza nel pubblico e mostrare lo sforzo del personale. Ma molti, come chi scrive, non lo hanno apprezzato, anzi, ne sono stati disturbati.