Sperimentazione animale

Riflessioni non ideologiche sulla sperimentazione animale

La scorsa settimana, mentre ero a Londra, in Italia si accendeva un piccolo dibattito sulla sperimentazione animale, durante il quale alcuni arrivavano a proporne la completa abolizione. Un argomento portato a sostegno di questa proposta era che altri paesi lo stavano già facendo, a favore di metodi alternativi come test in vitro e simulazioni al computer.

Non c’è alternativa alla sperimentazione animale

Una sede, l’Accademia dei Lincei a Roma, è prestigiosa, di quelle che portano già nel nome l’autorevolezza di secoli di storia. L’altra, nel contesto della convention Telethon a Riva del Garda, è suggestiva, coronata dalle montagne che si affacciano sul lago. Due splendidi scenari che hanno visto negli ultimi giorni nuovi tentativi di dialogare con la politica, i media, ma anche con il grande pubblico, per spiegare le conseguenze che avrà la direttiva europea 2010/63 sulla sperimentazione animale, così come è stata applicata in Italia.

Sperimentazione animale: il gran pasticcio italiano

Il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2010/63 dell’Unione Europea, recentemente approvato dal consiglio dei ministri, fa acqua da tutte le parti. Il dettato europeo è uscito abbastanza malconcio dalle commissioni parlamentare italiane da cui ha avuto la cattiva ventura di passare, imbarcando in particolare un paio di topiche memorabili.

Testato sugli animali, scriviamolo sul farmaco

La vicenda di Caterina, la ragazza affetta da rare malattie genetiche, insultata e minacciata sul web per aver detto che sarebbe morta senza i farmaci ottenuti attraverso la sperimentazione animale, ha riportato con prepotenza all’attenzione dell’opinione pubblica un dibattito che nei mesi scorsi ha diviso il Parlamento, sancendo, purtroppo, una vittoria degli animalisti che rischia di paralizzare la ricerca italiana.
Di fronte alle aggressioni verbali e ai macabri auguri di morte, lanciati su Internet da persone inqualificabili che si fanno forti dell’anonimato, la politica può fare ben

Modelli animali e malattie: due facce della stessa medaglia

Dopo le azioni violente, come l’assalto allo stabulario del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano e la "liberazione" e trasferimento degli animali dagli ambienti perfettamente condizionati in cui vivevano, ai freddi, umidi e malsani bagni di casa, ora gli animalisti ci provano con la "moral suasion" (absit iniuria verbis, dato che finora la si è riferita al Presidente Napolitano). Così la Sen.

Voci sulla sperimentazione animale

Sabato 30 novembre presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri si è svolto l’incontro Io sto con la Ricerca, un atto di testimonianza e un approfondimento dei temi della sperimentazione animale in risposta alla manifestazione organizzata in contemporanea da “Animal Amnesty”.

Io sto con la Ricerca ha visto la partecipazione di 800 ricercatori provenienti da tutta Italia.

Dieci domande e dieci risposte dal mondo della ricerca

Si è svolto a Roma presso il CNR il convegno SPERA - Sperimentare per curare. Il convegno ha l'obiettivo di far conoscere ai cittadini e presentare alle associazioni dei malati le ragioni della ricerca scientifica a sostegno della sperimentazione animale.

Nel documento sottostante (e in allegato) un gruppo di ricercatori risponde alle “Dieci domande a cui i vivisettori non rispondono” pubblicate recentemente dal dott.

Noi stiamo con il Mario Negri

L’Organizzazione animalista ‘Animal Amnesty’ ha indetto per sabato 30 novembre una manifestazione nazionale a Milano contro la sperimentazione animale, denominata strumentalmente ‘vivisezione’.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di portare i partecipanti davanti alla sede dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ per manifestare, si dice nel comunicato di convocazione, contro il suo direttore ‘il vivisettore Silvio Garattini’.

Animali e ricerca, stravolta la Direttiva UE: un appello

L’aula del Senato - n.d.r. votato successivamente anche alla Camera - ha appena approvato l’ex art. 9-bis ora art.13 (Criteri di delega al Governo per il recepimento della Direttiva 2010-63-EU del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici). L’articolo avrebbe dovuto recepire lo spirito e la sostanza della Direttiva EU, che non vieta l’utilizzazione degli animali ma indica i principi da rispettare nel loro uso e allevamento a fini sperimentali. L’Art.

Un oltraggio alla ricerca

Sabato 20 aprile, in concomitanza con il corteo nazionale contro la “vivisezione”, cinque membri del gruppo “Fermare Green Hillsono entrati abusivamente nel Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell'Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I cinque attivisti hanno occupato lo stabulario, e dopo che alcuni si sono incatenati alle porte, hanno impedito l’accesso a polizia e personale di

Gli animali per la ricerca, la posizione della SCV

Le vicende di un allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione hanno goduto recentemente di un’ampia copertura mediatica, riportando all’attenzione del pubblico il tema dell’uso degli animali per la ricerca scientifica. Senza entrare nel caso specifico, ma ricordando che gli animali destinati alla ricerca (come tutti gli animali allevati dall’uomo, per qualunque scopo) devono essere mantenuti nelle migliori condizioni di vita possibili, rispettando scrupolosamente le leggi in materia, la Consulta per la Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari<

A proposito di sperimentazione con gli animali

Il dibattito sulla di sperimentazione e le necessità della ricerca è più che mai acceso in questi giorni e i commenti che capita di raccogliere sui mezzi di informazione offrono l’opportunitàper farsi alcune domande e per cercare delle risposte e farsi un’opinione in merito, secondo scienza e coscienza, come un veterinario dovrebbe fare.

Senza scimpanzè e macachi non ci sarebbe la cura per l'AIDS

Credo che nessuno di noi, se davvero vi fosse una valida alternativa, deciderebbe di condurre sperimentazioni nel modello animale. Se veramente le colture cellulari fossero in grado di generare dati solidi, incontrovertibili e rapidamente trasferibili all’uomo quale scienziato sceglierebbe le complicazioni, pratiche e morali, ed i costi insiti in tale modello ? La realtà che non vuole essere affrontata da coloro i quali in modo superficiale e pericoloso attaccano la sperimentazione animale è semplice: non possiamo farne a meno.

Non si rinunci alla ricerca con gli animali in medicina

Il Parlamento ha recentemente licenziato una legge che è lesiva nei confronti della ricerca biomedica e in contrasto con la direttiva europea. Preoccupati per le conseguenze che la sua applicazione potrebbe avere sul futuro della ricerca biomedica nel nostro Paese, facciamo un appello ai Senatori perché si riveda la legge in modo da permettere alla medicina di continuare i suoi progressi a beneficio degli ammalati.