Moscerino della frutta e malattie del cervello: la ricerca approda sui banchi di scuola
L’argomento del nesso di causalità tra petrolchimico e malformazioni congenite a Gela è tornato di recente all’attenzione pubblica a seguito di articoli di stampa pubblicati il 16 ottobre su cronaca locale dal Giornale di Sicilia e dalla Sicilia, ripresi poi dal FQ , e più recentemente dall’articolo di Emiliano Fittipaldi sull’
Ormai quello dell’acqua su Marte non è più l’annuncio epocale di un tempo. Se volessimo ripercorrere le numerose tappe di questa scoperta, dovremmo elencare i contributi delle numerose sonde e dei rover che, nel corso di quattro decenni, hanno studiato l’arida superficie del Pianeta rosso. Per chi fosse particolarmente interessato a questa emozionante saga, si suggerisce come punto di partenza questa pagina di Wikipedia. Insomma, le immagini di un
Molto ci sara da scrivere e da riflettere nelle prossime settimane sull’Accordo raggiunto a Parigi per contenere il cambiamento climatico. Ma, a caldo, alcune considerazioni gia permettono di porre in evidenza l’importanza di questo evento per il futuro; non solo per il futuro del clima, ma anche per il futuro dell’ambiente mondiale.
1.
Va subito detto: l’accordo raggiunto a Parigi dalle delegazioni di 195
Paesi per il contrasto al riscaldamento del clima è, a mio avviso, un buon
risultato.
Il principale aspetto positivo è che i governi del mondo, ben 195, responsabili
di oltre il 90% delle emissioni totali, abbiano preso atto della pressante
necessità di contrastare il riscaldamento del clima della Terra. Non era
scontato che lo facessero. E hanno scelto addirittura di porre come traguardo non
Riposate in pace, perché questo
errore non verrà ripetuto
(Parco della Pace di Hiroshima)
Il 6 e il 9 agosto 2015 è stato commemorato in tutto il mondo il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Le armi nucleari – più di 16000 testate possedute da Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Gran Bretagna, Francia, Israele e Corea del Nord – continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del c.d. terrorismo nucleare.
La Società Italiana di Biofisica Pura ed Applicata (SIBPA) e l’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBF-CNR) hanno curato l’organizzazione e la realizzazione di sei conferenze di Biofisica al Festival della Scienza di Genova, edizione 2015 (22/10-1/11 2015), sotto la parola chiave “Equilibrio”.
Il sistema alimentare mondiale (World Food System nella letteratura anglosassone) è da qualche anno al centro dell’attenzione da parte di scienziati, economisti, giuristi e esperti di politica e relazioni internazionali; restano tuttavia incerte le caratteristiche, i contenuti e il significato stesso dell’espressione. In particolare, oggetto di studio e di dibattito, oltre che la stessa definizione del sistema alimentare mondiale, è la sua capacità di soddisfare in futuro la domanda di cibo: così, in poco più di un decennio
Alla COP 21 di Parigi siede un convitato di pietra: il nucleare. Se ne parla assai poco, sembra quasi non esistere, tutti presi a immaginarsi la liberazione dalle fonti fossili e spingere sulle rinnovabili. Eppure secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050. Le centrali nucleari infatti non emettono CO2.
Il sorgo, il mais, il grano, il miglio perlato sono cereali che rimandano spesso a scenari di agricoltura di sussistenza in Africa e altri continenti ancora in lotta per sfamare la loro popolazione. Non è così scontato quindi trovarsi di fronte a un drappello di genetisti, agronomi e biologi molecolari impegnati a studiare questi cereali con le tecniche più moderne della genomica, delle scienze dei materiali oltre a studi di scenario insieme ai loro colleghi africani.