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Bosone di Higgs

LHC, ancora conferme per il modello standard

A pochi giorni dalla sua riapertura, LHC torna a far parlare di sé. E lo fa con una scoperta più importante di quello che potrebbe sembrare di primo acchito.
L’analisi congiunta di CMS e LHCb, due dei quattro rivelatori del grande acceleratore di particelle europeo, ha evidenziato un fenomeno molto raro: il decadimento di un mesone Bs in una coppia muone-antimuone.
Il risultato, ottenuto con una significatività statistica notevole (ben 6σ) dall’analisi di collisioni avvenute nel 2011 e nel 2012, è stato recentemente

Posticipata la riapertura di LHC

È senza dubbio l’esperimento scientifico più famoso al mondo. Con i suoi 27 km di tunnel sotterraneo a cavallo del confine franco-svizzero, il Large Hadron Collider è la macchina più grande e complessa mai costruita dall’uomo, che ha fatto parlare di sé l’intero pianeta quando, nel luglio del 2012, il CERN di Ginevra ha annunciato la scoperta del bosone di Higgs, l’ultimo pezzo mancante del Modello Standard delle particelle elementari.

NOνA, il nuovo esperimento per neutrini al Fermilab

Dopo cinque anni di lavoro si è ufficialmente conclusa la costruzione di uno dei più grandi esperimenti di neutrini al mondo. Si chiama NOνA e si trova al Fermi National Accelerator Laboratory (Fermilab), nei pressi di Chicago.
È costituito da due enormi rivelatori che analizzeranno con estrema precisione il comportamento di queste particelle affascinanti e per molti versi ancora misteriose. «La ricerca sui neutrini è una delle pietre angolari del futuro di Fermilab, nonché un settore importante nella fisica delle particelle a livello

Scoperti fermioni di Majorana, previsti quasi 80 anni fa

Ogni volta che in fisica viene scoperta una nuova particella è una buona notizia: se questa particella disturba le teorie fisiche in vigore, dà l’opportunità di migliorarle; se le conferma, ne mostra la validità.
Ricade in quest’ultimo caso la scoperta del bosone di Higgs nel 2012. Il campo di Higgs interagisce con le particelle elementari che costituiscono la materia (quark e leptoni) dando loro massa, secondo un meccanismo ideato nel 1964 da Peter Higgs e altri: trovare il bosone di Higgs significa confermare che il meccanismo di Higgs avviene davvero in natura ed è

Cern ha sessant’anni, ma non li dimostra

Il 29 settembre 1954, sessant’anni fa, su iniziativa di dodici diversi paesi, veniva inaugurato a Ginevra il Centro europeo di ricerca nucleare. Quelli che ormai tutti conoscono come il Cern era destinato a diventare il più grande laboratorio scientifico del mondo. Il centro che ospita la più grande e potente macchina mai costruita dall’uomo (LHC), appollaiata a cavallo del confine di due stati, la Svizzera e la Francia, ma ad alcune decine di metri di profondità.
Un laboratorio europeo

Il bosone di Higgs distruggerà l’universo?

Stephen Hawking e il bosone di Higgs: due veri e propri “blockbuster” della fisica contemporanea. Tuttavia, il loro rapporto (o meglio, quello dello scienziato britannico con il celebre bosone) sembra piuttosto tormentato.
Nel 1964, non appena venne predetta l’esistenza del bosone di Higgs, Hawking scommise con Gordon Kane, fisico teorico dell’Università del Mitchigan, che la fantomatica particella non sarebbe mai stata scoperta. “Sembra proprio che io abbia perso 100 dollari”, ammise lo stesso Hawking nel luglio del 2012, quando il CERN di Ginevra

Cosa c’è da cercare dopo il bosone di Higgs

La scoperta del bosone di Higgs chiude gloriosamente mezzo secolo di fisica delle alte energie sancendo in modo inequivocabile la validità della teoria nota come Modello Standard delle interazioni fondamentali.
Oggi possiamo affermare che conosciamo come le particelle elementari, i costituenti ultimi della materia, interagiscono tra loro attraverso le forze elettromagnetica, nucleare debole e nucleare forte fino a energie dell’ordine

“What next”, ovvero la fisica dopo l’Higgs

I fisici l’hanno già battezzata “depressione post-Higgs”. Stiamo parlando della reazione da parte della comunità scientifica alla sensazionale scoperta del bosone di Higgs, nell’estate del 2012. Reazione che apparentemente può sembrare paradossale: se il bosone di Higgs rappresenta l’ultima e definitiva pietra nel castello del modello standard delle particelle elementari, come si può parlare di ”depressione” in seguito alla sua scoperta?
“È quello che succede quando cerchi per tanto tempo una cosa e poi la

Dal bosone di Higgs allo smartphone

Il prossimo 7 maggio presso l’Università Bocconi di Milano si terrà l'incontro Dal bosone di Higgs allo smartphone, organizzato dal Gruppo 2003 e dall’Università Commerciale Luigi Bocconi. Il tema che verrà discusso riguarda il rapporto tra ricerca di base (o, come si dice oggi in Europa, curiosity-driven), quella che produce scoperte come quella del bosone di Higgs, e sviluppo economico, quello alimentato da beni innovativi come lo smartphone.

Il bosone di Higgs in technicolor

Il bosone di Higgs potrebbe non essere una particella elementare, ma essere a sua volta costituito da particelle esotiche più semplici chiamate in gergo “techniquark”. A rafforzare questa ipotesi – sulla quale c’è da tempo dibattito tra i fisici teorici – è Thomas Ryttov, fisico delle particelle al centro CP3-Origins della University of Southern Denmark. Con uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Physical Review D, Ryttov sostiene di aver vagliato criticamente le teorie che

L'eco gravitazionale del Big Bang

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un vero e proprio terremoto nella comunità scientifica internazionale.
Con un comunicato stampa decisamente laconico, alla fine della settimana scorsa l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Boston ha annunciato una conferenza stampa per lunedì 17 marzo, in cui sarebbe stata presentata una "major discovery". Sulla natura di questa «grande scoperta», però, nessun indizio.

Il bosone di Higgs e la visione del mondo

di MCS

I numeri parlano chiaro e, mai come nel caso della scoperta da Nobel del Bosone di Higgs al Large Hadrom Collider (LHC) del Cern di Ginevra, raccontano il valore fondamentale della ricerca scientifica di base nello sviluppo dell'uomo e della civiltà.
L'acceleratore LHC è la più grande macchina mai costruita dall'uomo, un sogno cominciato negli anni ottanta che inizia a concretizzarsi a partire dal 1994. Diciotto anni dopo viene scoperto il Bosone di Higgs e la previsione teorica di 50 anni addietro trova conferma nell'esperimento. Lo slancio del pensiero e l'impulso dell'ispirazione

International Linear Collider: il successore dell’Lhc

di MCS

È ufficiale. Il più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hardon Collider (Lhc), ha già un erede: l’International Linear Collider (Ilc). Dopo il bosone di Higgs, i fisici del Cern hanno avuto l’ok per procedere con la costruzione del nuovo acceleratore, il cui scopo sarà quello di approfondire e ultimare le scoperte avutesi con il Large Hardon Collider, aprendo così le porte a quella che in molti definiscono la “nuova fisica”.
Infatti, l’International Linear Collider sarà utilizzato per definire le “lacune” del

I benefici del bosone

La scoperta del bosone di Higgs, avvenuta grazie agli esperimenti ATLAS e CMS condotti con LHC (Large Hadron Collider) presso il CERN di Ginevra, ha segnato un enorme passo in avanti per la fisica delle particelle e per la conoscenza scientifica in quanto tale; purtroppo questo evento di portata storica si è verificato nel corso della più grande crisi economica globale degli ultimi ottant’anni. “In che modo il bosone di Higgs può aiutarmi a vivere meglio?”, è la domanda che si pone il cittadino costretto ad affrontare

Nobel a Englert e Higgs premia il paradigma delle simmetrie

Nel 1962 lo storico e filosofo della scienza Thomas Kuhn pubblicò il saggio La struttura delle rivoluzioni scientifiche, in cui sosteneva che ogni rivoluzione scientifica è caratterizzata da un momento di crisi, dal quale sorge una nuova visione scientifica, ovvero un nuovo paradigma, secondo la terminologia di Kuhn. È curioso come proprio negli anni della pubblicazione del saggio di Kuhn, stava nascendo in fisica un nuovo paradigma, frutto di un'autentica rivoluzione scientifica.

Il CERN conferma: la particella è il bosone di Higgs

Le collaborazioni ATLAS e CMS hanno presentato alla conferenza Moriond in corso questa settimana a La Thuile, in Val d’Aosta, i risultati del proseguimento dell’analisi dei dati presi a LHC prima del suo temporaneo spegnimento. Questa analisi ha rafforzato gli indizi che la "particella del 4 luglio" sia proprio il bosone di Higgs del Modello Standard delle particelle e, inoltre, ha messo in luce qualche ulteriore

E se la particella non fosse il bosone di Higgs?

La scoperta del bosone di Higgs rappresenta uno straordinario successo della scienza moderna e della tecnologia ad essa associata. Essa conferma, in particolare, la validità della ricerca scientifica in fisica teorica e sperimentale, e costituisce un importantissimo passo in avanti nella comprensione dei costituenti e delle forze fondamentali della natura. È una grandissima conquista per l’umanità intera che alcuni scienziati, non solo Higgs ma anche Englert e Brout, abbiano predetto quasi cinquant’anni

Un successo per la comunità scientifica internazionale

I risultati presentati oggi dagli esperimenti ATLAS e CMS al CERN rappresentano un passo in avanti di straordinaria importanza per la conoscenza dell'Universo. La scoperta del bosone di Higgs è il culmine di una ricerca in corso da più di quattro decenni per dimostrare la validità' della teoria nota come Modello Standard della fisica delle particelle. Questa teoria si colloca nel solco di un grande e potente quadro unificato delle forze fondamentali esistenti in Natura, e corona un percorso cominciato dall’unificazione dei moti

L’eco del bosone di Higgs anche al Tevatron

Forse l'ha scovato anche il Tevatron, poco prima di chiudere i battenti. Forse anche il grande acceleratore americano ha sentito l’eco del «bosone di Higgs», prima di cadere definitivamente, lo scorso mese di settembre, sotto la falce dei tagli di bilancio. L’annuncio è stato dato ieri a La Thuile, in Val D'Aosta, nel corso dei Rencontres de Moriond, dai portavoce di Cdf e Dzero, due gruppi di fisici che lavoravano al Tevatron e che stanno continuando a studiare i dati raccolti. «Abbiamo misurato un “eccesso di eventi” nella regione dei 125 GeV (tra

Sempre più vicini al bosone di Higgs

Sono passati quasi cinquant'anni da quando i fisici hanno iniziato a dare la caccia al bosone di Higgs, prima usando equazioni matematiche volte a capire la consistenza logica della teoria, poi armati di avanzatissimi acceleratori di particelle e sofisticati strumenti di rivelazione. Ora pare che sia la volta buona. Il 13 dicembre nel laboratorio del CERN di Ginevra sono state presentate le analisi sulla ricerca del bosone di Higgs, basate sui dati prodotti dall'LHC nel 2011. I risultati non permettono ancora un'interpretazione definitiva. L'incertezza statistica è troppo

Quando abbiamo chiuso il LEP

La caccia al Bosone di Higgs – alla cui conclusione si sono avvicinati ora i ricercatori del CERN di Ginevra con una serie di misure interessantissime – ha intrecciato la vita della comunità scientifica in modo molto peculiare a cavallo tra la fine del secolo scorso e il 2000. Quando cioè al CERN di Ginevra (di cui ero direttore generale, all’epoca) la prevista chiusura di LEP, la grande macchina acceleratrice, coincise con un segnale che alcuni interpretavano come una possibile rivelazione del bosone di Higgs. Il dilemma era drammatico: chiudere LEP e lavorare sei, sette anni per avere la

Il campo, Higgs e i cacciatori di particelle

Il “bosone di Higgs” cui LHC sta dando la caccia a Ginevra è una particella davvero particolare. Perché è l’unica prevista dal Modello Standard delle Alte Energie la cui esistenza, a tutt’oggi, non è stata provata in via sperimentale. E perché la sua scoperta è l’unica possibilità che abbiamo di dimostrare l’esistenza di uno strano campo quantistico: il campo di Higgs. Il campo di Higgs – uno strano campo di energia che i fisici definiscono molasseslike , viscoso come

L'incredibile storia dell'"hamburger magnetico"

A partire dagli anni Sessanta la fisica delle particelle elementari ha utilizzato come elemento principale della propria strumentazione una nuova generazione di acceleratori, detti “collisori”, in cui nello stesso anello vengono immagazzinati, portati ad alte energie e quindi fatti collidere un fascio di particelle e uno delle corrispondenti antiparticelle. L’ultimo e più grande di questi acceleratori è il Large Hadron Collider del CERN. La strada che porta a LHC comincia esattamente cinquanta anni fa ai Laboratori nazionali di Frascati dell’INFN,