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Ricercatori scesi dal tetto

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Hanno resistito sul tetto quasi due mesi, incuranti della neve e del gelo. Ma finalmente i ricercatori dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale hanno vinto la loro battaglia e hanno interrotto la loro spettacolare protesta. Nella notte infatti è stato firmato un accordo tra il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, il commissario dell’Istituto e le sigle sindacali: tutti i contratti a tempo determinato saranno rinnovati senza soluzione di continuità, nell'ambito della disponibilità economica, grazie all'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; ci si impegna a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti; si attiveranno ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca oltre a concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012.

http://www.rassegna.it/articoli/2010/01/21/57269/ispra-hanno-vinto-i-pre...

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Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

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