fbpx Il tavolo che non c'è… il 25 novembre al CNR | Page 15 | Scienza in rete

Il tavolo che non c'è… il 25 novembre al CNR

Primary tabs

Read time: 1 min

 

In Italia i tavoli di studio e concertazione abbondano, in particolare in sanità. Si ha spesso l'impressione che quando la politica non sa decidere... crea un tavolo e lì parcheggia idee e proponenti.

Ma, nonostante tutto, vogliamo aggiungerne un altro, piuttosto inedito e ..infatti.. lo abbiamo chiamato IL TAVOLO CHE NON C'E': un'occasione di analisi e confronto fra esperti dell'ambito sanitario, che tenti di individuare criteri condivisi per valutare e orientare l'innovazione fra aree diverse della medicina.

Un percorso - a quanto ci consta - mai tentato prima: clinici che interrogano farmaco-economisti e farmaco-economisti che interrogano clinici sui "rompicapi" che riguarderanno, nel prossimo decennio, le varie aree della medicina. Si vuol capire insieme dove e come poter investire in modo responsabile in un contesto di risorse finite, per non dire (prospetticamente) calanti. Un ragionamento collegiale sulla sostenibilità futura, riguardante in particolare l'area dell'innovazione farmaceutica. La prima edizione di questa iniziativa di studio avrà luogo a Roma il 25 novembre 2013 presso il CNR (v. programma allegato). Per registrarsi clicca qui.

Andrea Messori e Giuliano Buzzetti

Autori: 
Sezioni: 
Convegni

prossimo articolo

Un voto per la Costituzione: NO a questa riforma

Un martelletto da magistrato su fondo bianco

L’ultimo contributo di riflessione sulle ragioni del NO, in cui Scienza in rete si riconosce, riguarda il percorso che ha portato al disegno di legge di modifica costituzionale su cui siamo chiamati a votare. Un percorso che ha evitato accuratamente confronto e discussione, ovvero l’opposto di quanto dovrebbe essere per qualsiasi intervento di modifica della Costituzione, la prima legge del Paese.

Crediti immagine: Tingey Injury Law Firm su Unsplash

Siamo ormai alla vigilia del voto per il referendum. Occorre sottolineare una volta di più che prima di tutto, prima che sulla giustizia, prima che sulla separazione delle carriere dei magistrati, prima che sugli organi deputati a controllarne l’operato, si vota sulla Costituzione: è infatti per mezzo del cambiamento di sette articoli costituzionali che si potrà esprime il voto sulla specifica materia della consultazione popolare.