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Ci mancava la peste suina africana

In Piemonte, lo scorso 6 gennaio è stato per la prima volta confermato il caso di una carcassa di cinghiale positiva al virus della peste suina africana genotipo II. Una malattia non pericolosa per l'uomo ma letale per i suini, che può avere gravi ricadute socioeconomiche e la cui origine è legata alle attività antropiche.

 

Photo by Tim Schmidbauer on Unsplash

Ormai da due anni la nostra vita è scandita da informazioni sui virus, a causa della pandemia siamo bombardati da notizie su varianti, contagiosità e letalità. SARS-COV-2 certo è un virus che sta prendendo tutte le attenzioni mediatiche, a causa degli evidenti drammatici impatti sulle nostre vite.

Antropocene o Wasteocene? Cosa cambia

Il termine “Wasteocene”, o “era degli scarti”, ha fatto il suo ingresso nel dibattito culturale internazionale circa cinque anni fa, agli inizi di aprile 2017. Il debutto è avvenuto grazie a un articolo di circa tredici pagine, integrato da una cinquantina di riferimenti bibliografici, pubblicato da South Atlantic Quarterly e firmato da Marco Armiero (Istituto di Studi sul Mediterraneo, CNR) e Massimo De Angelis (University of East London).

La fabbrica del mondo, viaggio dentro la comunicazione della scienza

La prima delle tre puntate de “La fabbrica del mondo”, lo spettacolo di Marco Paolini e Telmo Pievani, è andata in onda su Rai 3 sabato 8 gennaio ed è stata subito convincente e appassionante. Lo spettacolo è un percorso e una riflessione sulla scienza e sulla sua comunicazione, nella cornice del rapporto dell’uomo con l’ambiente, e il suo merito  è la collaborazione tra un uomo di scienza esperto e rigoroso e un uomo di teatro, in grado di portare con sé anche un pubblico che non ne può più di pandemia.

Chi scrive ha scelto, ormai da molti anni, di non guardare più la televisione, ma ha pensato che La fabbrica del mondo, lo spettacolo di Marco Paolini e Telmo Pievani, meritava un’eccezione. E non se ne è pentita.