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Groenlandia e Antartide: non squagliate quei ghiacci

Due nuovi studi appena usciti su Nature e su Geophysical Research Letters evidenziano i pericoli derivanti dalla fusione dei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide: innalzamento del livello del mare e indebolimento delle correnti oceaniche globali. Questo avrebbe un grande impatto su infrastrutture umane ed ecosistemi. Altri buoni motivi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C eliminando il prima possibile gas, petrolio e carbone.

Immagine: Wikimedia Commons.

Che succede ai ghiacci di Groenlandia e Antartide se la temperatura media globale aumenta? Lo spiegano due nuovi studi pubblicati recentemente su Nature e su Geophysical Research Letters, che ci mettono in guardia dalle conseguenze della fusione dei ghiacci artici e antartici: innalzamento del livello del mare e indebolimento delle correnti oceaniche globali.

La proliferazione delle riviste open access

Le riviste open access sono aumentate moltissimo nel corso degli anni: con quali meccanismi? Quali sono le strategie impiegate per massimizzare i profitti e, soprattutto, che risultati portano?

Crediti immagine: Alexander Grey/Unsplash

La nascita delle riviste open access (di qualità buona o meno buona) discende dalla richiesta delle agenzie a tutti i vincitori/vincitrici dei loro finanziamenti di rendere liberamente disponibili i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici. Chiunque deve poter leggere i risultati indipendentemente che appartenga oppure no a un'istituzione con una biblioteca che sottoscrive abbonamenti per fornire l’accesso alle riviste scientifiche.

A "caccia" di api: come diventare un beewatcher grazie alla citizen science

Un progetto per scoprire, o riscoprire in alcuni casi, le api italiane e favorirne la conservazione attraverso alcuni semplici accorgimenti: si chiama Beewatching e, grazie all'approccio basato sulla citizen science, permette di riunire entomologi, botanici e cittadini, che possono inviare segnalazioni e contribuire alla salvaguardia di questi importanti impollinatori.

Nell'immagine: Osmia bicornis maschio su Borago officinalis. Crediti Giorgia Mocilnik

La primavera è cominciata da poco e, grazie a lei,  si possono iniziare a osservare alcune delle specie di api selvatiche che caratterizzano i nostri territori. Le troveremo principalmente occupate a visitare le fioriture o alla ricerca di un luogo idoneo dove poter nidificare. Nel mondo esistono oltre 20.000 specie di api selvatiche, che permettono l'impollinazione della maggior parte delle piante e delle colture presenti sulla Terra.

Ci mancherai, collega AI

Il Garante per la privacy ha mosso alcuni rilievi a ChatGPT. OpenAI ha di dichiarato che nei prossimi giorni lavorerà per trovare una soluzione, nel frattempo ha sospeso il servizio in Italia. Peccato, stavamo iniziando a divertirci in redazione. In questo articolo descriviamo alcuni esperimenti di utilizzo in situazioni reali di questa nuova e potente tecnologia (Immagine di Stable Diffusion. Prompt: Artificial intelligence in office with colleagues. Neon light, beautiful and colorful).

Vogliamo raccontarvi come stavamo provando a trovare compiti da assegnare a ChatGPT per renderne sistematico l'utilizzo nella redazione di Scienza in rete prima che venisse tolto dalla disponibilità degli utenti italiani.

Mappare il connettoma del cervello: una fatica inutile?

La pubblicazione sulla rivista Science della prima mappa completa delle connessioni di un cervello complesso lascia riemergere un decennale dibattito sull'utilità dello studio dei connettomi per la reale comprensione delle funzioni cerebrali. La questione è: una mappa dettagliata della struttura del cervello è necessaria (o addirittura sufficiente) per il progresso delle neuroscienze?

Nell'immagine, la ricostruzione di tracciati di neuroni e sinapsi in una porzione di retina di topo, ottenuta sulla piattaforma EyeWire, un gioco online in cui gli utenti possono mappare i percorsi dei neuroni da immagini reali di microscopia elettronica. Crediti: Alex Norton per EyeWire

«Se vogliamo capire chi siamo e come pensiamo, in parte significa capire i meccanismi del pensiero, e la chiave per farlo è sapere come i neuroni si connettono l’uno con l’altro» così commenta Joshua T. Vogelstein, ingegnere biomedico e uno degli autori dell’articolo pubblicato il 10 marzo sulla rivista Science che illustra la prima mappa completa dell’intero cervello di una larva di Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta.

Troppe battaglie sulla vita dei bambini

Sempre più i diritti dei minori sembrano essere usati come un'arma impropria. O, al contrario, se ne dimentica l'esistenza. Dalla maternità surrogata alla vergogna dei bambini in carcere, fino alla deportazione dei bambini ucraini a opera delle forze russe, Eva Benelli e Maurizio Bonati riflettono su come i diritti dei più giovani siano sacrificati nello scontro politico.

Crediti immagine: Margaret Weir/Unsplash

Stiracchiati, stropicciati, polarizzati, nelle ultime settimane i diritti che andrebbero riconosciuti ai bambini, a tutti i minori, vengono usati sempre più spesso come un’arma impropria da brandire nell’ambito di scontri tra visioni distanti del mondo. La difesa dei diritti o, al contrario, il facile dimenticare che questi diritti esistono, in nome di una supposta istanza superiore, segnano, ci sembra, eventi diversi e su scale differenti, ma accomunati dalla stessa mancanza di rispetto.

Immagini, parole e musica contro la guerra: riflessioni a margine della notte degli Oscar

La guerra riempie le cronache e assedia i nostri pensieri: partendo da Niente di nuovo sul fronte occidentale, da cui è stato tratto recentemente un film che a marzo ha vinto ben quattro Oscar, Simonetta Pagliani propone una riflessione - ragionando d'immagini, parole e musica contro la guerra. 

Crediti immagine: Duncan Kidd/Unsplash

Un viaggio cosmografico attraverso la Commedia di Dante

Gustave Doré, illustrazione del Canto II della Divina Commedia

Sperello di Serego Alighieri e Massimo Capaccioli, due importanti astronomi italiani, si sono impegnati a rendere comprensibile la visione di Dante a un pubblico globale. La ricostruzione del contesto storico accompagnato dalla spiegazione dei dettagli astronomici forniscono innumerevoli motivi per tornare a rileggere la Commedia a settecento anni dalla sua composizione (Immagine: Gustave Doré, illustrazione del Canto II della Divina Commedia. Fonte: Wikimedia)

Il 2021 è stato il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, giustamente considerato il più noto e di gran lunga il più influente poeta italiano. Ciò ha scatenato una fiorente produzione di libri e documentari incentrati principalmente sul suo capolavoro la Divina Commedia, un viaggio epico attraverso l'Universo come era conosciuto nel XIV secolo, la cui lettura è obbligatoria per tutti gli studenti italiani.

La straordinaria "invasione" dei cinghiali in città

Si aggirano tra le strade cittadine, creano scompiglio e dibattiti accesi, sono in costante aumento in tutta Europa malgrado siano uno dei mammiferi più cacciati. Sono i cinghiali, che grazie all'incredibile capacità di adattamento sono una delle specie vincitrici nell'Antropocene. E ci costringono a trovare soluzioni per fare fronte alla loro presenza e a ripensare il nostro rapporto con la fauna Crediti foto di Thomas G. da Pixabay

Si aggirano tra i parchi e i palazzi, suscitando un misto di curiosità e timore. Alcuni li difendono a spada tratta dalle ipotesi di abbattimento. Altri invece li considerano un ennesimo stigma del degrado urbano. Sono i cinghiali urbani, ormai una presenza costante in diverse città italiane, Capitale inclusa.

Una civiltà dell’Età del bronzo collassata per crisi climatica e sovrasfruttamento del suolo

La siccità che oggi affligge la Pianura Padana ha precedenti antichissimi: 3.200 anni fa una fase di acuta aridificazione ha probabilmente contribuito alla scomparsa di una delle più antiche civiltà del Nord Italia, già infragilita da forme di sovrasfruttamento delle risorse naturali. Andrea Zerboni, docente dell’Università degli Studi di Milano, ci parla della delicata relazione tra uomo e clima e di come gli umani possano avere iniziato a provocare cambiamenti irreversibili dell’ambiente e a costruire sistemi non sostenibili già nella preistoria. Immagine: Ricostruzioni di due abitazioni nel museo all'aperto del Parco della Terramara di Montale (foto P. Terzi, Wikipedia)

È stato un lungo periodo di siccità a provocare il collasso della civiltà terramaricola, fiorita in Pianura Padana attorno a 3.500 anni fa e conclusasi in modo relativamente brusco trecento anni dopo? Secondo Andrea Zerboni, docente di Geografia Fisica e Geomorfologia all’Università degli studi di Milano, l’ipotesi è molto plausibile: e i segnali che indicano che c’è una precisa corrispondenza tra l’abbandono di centinaia di villaggi e una fase di siccità protratta sono numerosi.