L'impatto dei lavori a distanza sulla salute mentale dei lavoratori

Secondo lo studio The Hidden Inequalities of Digitalisation in the Post-Pandemic Context pubblicato dal think tank Bruegel, il lockdown durante la pandemia di Covid-19 ha accelerato il drastico cambiamento delle condizioni del lavoro, in particolare per il numero crescente di lavoratori che offrono servizi attraverso le piattaforme online. Questo ha modificato le condizioni dei lavoratori andando anche oltre la perdita di posti di lavoro, con l’aumento di modalità di impiego non strutturate attraverso contratti standard e una diminuzione del welfare. Le conseguenze del lavoro a distanza sono ancora poco note ma per certi versi preoccupanti, anche sulla salute mentale. Crediti: Midjourney, “Mestieri moderni in un paesaggio di Bruegel”.
Con la pandemia, il lavoro a distanza ha conosciuto una accelerazione, e in qualche modo è stato sdoganato come la nuova normalità. Tuttavia, la crescita dei lavori erogati attraverso piattaforme digitali e di altre forme di lavoro alternativo è solo il sintomo di una trasformazione molto più profonda e duratura dei modelli di lavoro, che è iniziata molto prima della pandemia. La rivoluzione digitale ha infatti modificato radicalmente la struttura dell’impiego e delle competenze richieste, con conseguenze ancora poco note sulle condizioni dei lavoratori e sulla loro salute mentale.








