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Svelata Ultima Thule

Alan Stern (Southwest Research Institute), principal investigator di New Horizons, si complimenta con Alice Bowman (Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory), responsabile delle operazioni di New Horizons. È il 1° gennaio e al Centro operativo della missione presso il Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory a Laurel (Maryland) è appena giunta la conferma, dieci ore dopo il flyby con Ultima Thule, che la sonda è pienamente operativa e ha raccolto dati durante il sorvolo. Crediti: NASA/Bill Ingalls

Il 1° gennaio, la sonda New Horizons è passata accanto a Ultima Thule, un oggetto astronomico dalla curiosa forma allungata

Manifesto della diversità e dell’unità umana

Crediti: rawpixel.com/Pexels. Licenza: Pexels License

Nell’autunno 1938 entrarono in vigore le leggi razziali fasciste. Nel vararle, Mussolini cercò di fondarle, con l’aiuto di qualche scienziato, sul concetto biologico di razza. Secondo gli estensori di un famigerato “manifesto”, che fu pubblicato nell’estate precedente dalla rivista La difesa della razza, le razze umane esistono. Ed esistono anche gerarchie tra di loro. Naturalmente, secondo gli estensori del “manifesto” fascista, la presunta razza italiana era in testa alla gerarchia.

Solo modeste precisazioni all'articolo di Claudio Tuniz

Ricostruzione Neandertal

Una prima ricostruzione dell'uomo di Neandertal. Crediti: Hermann Schaaffhausen/Wikimedia Commons. Licenza: publico dominio

A seguito dell’articolo di Tuniz su La Lettura del Corriere della Sera del 24 luglio 2018, la redazione della testata giornalistica online Il Bo Live, dell’Università di Padova, ci ha chiesto se lo volevamo commentare. Nel nostro articolo abbiamo criticato il risultato del mescolamento genetico tra la nostra e altre specie ominine definito su base morfologica, quello cioè ritenuto osservabile sui fossili, perché non conosciamo la struttura anatomo-morfologica degli ibridi.

L'acqua di Bennu

Mosaico composto da 12 immagini dell’asteroide Bennu ottenute dallo strumento PolyCam il giorno 2 dicembre quando la sonda OSIRIS-REx si trovava a circa 24 chilometri dal suo obiettivo. Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona

L'asteroide Bennu è inserito tra quelli potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta; per studiarlo, la NASA ha progettato la missione OSIRIS-REx

Chi sono i ricercatori highly cited

Steacie Science and Engineering Library presso l'università di York. Credit: Raysonho @ Open Grid Scheduler / Grid Engine / Wikipedia. Licenza: Public Domain.

È stata pubblicata il 27 novembre scorso la lista dei ricercatori Highly Cited secondo Clarivate Analytics. La lista comprende i ricercatori che nel periodo 2006-2016 hanno pubblicato articoli con un un eccezionale numero di citazioni. L'analisi è condotta distinguendo 21 diverse aree scientifiche: dalla medicina clinica alla fisica, dalla matematica alle scienze agrarie e così via.

Le notizie di scienza della settimana #83

Sono state rese pubbliche il 5 dicembre scorso tre nuove mappe che mostrano le aree del pianeta più esposte al rischio sismico e quelle che, nel caso di un terremoto, subirebbero i danni maggiori in termini di morti, edifici crollati, danni all'economia (in particolare le tre mappe si riferiscono a hazard, risk ed exposure). A realizzarle, dopo quasi dieci anni di lavoro, è il Global Earthquake Model, un consorzio di università e industrie fondato dall'OCSE con sede a Pavia. Per la prima mappa i ricercatori hanno incorporato oltre 30 modelli nazionali e regionali di attività sismica con l'obbiettivo di calcolare la probabilità che un certo evento sismico con determinate caratteristiche si verifichi in ciascuna zona. Per la seconda hanno svolto un'indagine sui materiali e l'architettura degli edifici, mentre per la terza hanno misurato la distribuzione e la densità delle costruzioni. Nell'immagine i danni provocati dal terremoto del 28 settembre scorso a Petobo, un villaggio a sud della capitale Palu nella provincia centrale dell'isola di Sulawesi, Indonesia. Credit: Devina Andiviaty / Wikipedia. Licenza: CC BY-SA 3.0

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