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Uno sguardo (molto) indiscreto su un reparto di terapia intensiva

Qualche considerazione sul servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona: dagli effetti su chi si è immedesimato a quelli su chi non è preoccupato, per concludere con alcune importanti osservazioni sul terreno che consente alle infezioni di diffondersi, in Italia forse più che altrove, e su cui varrebbe la pena indagare di più.

Non poteva passare inosservato il servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona, sotto pressione per l’epidemia di Covid-19 in corso. È evidente che la redazione del programma condotto su La7 da Corrado Formigli, nel confezionare un video come quello trasmesso ieri sera, ha voluto testimoniare la gravità della situazione, aumentarne la consapevolezza nel pubblico e mostrare lo sforzo del personale. Ma molti, come chi scrive, non lo hanno apprezzato, anzi, ne sono stati disturbati.

Invasione di locuste nel Corno d’Africa: parola d’ordine prevenire

L'invasione di locuste in alcuni Paesi africani sta già facendo enormi danni, e si stima abbia messo milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare. Ma da cosa dipende questo fenomeno? E soprattutto, si poteva prevenire?
Nell'immagine: una locusta Schistocerca gregaria, la specie responsabile dell'attuale invasione. Crediti: Amanda44/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

Il cielo è scuro nel Corno d’Africa, tanto scuro da non poter più vedere il sole. Non si tratta di nuvole o di fumo, ma di milioni di insetti che si spostano in sciami devastando le coltivazioni. In questi mesi si sta infatti verificando un’invasione di locuste, la peggiore delle ultime decadi secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura).

COVID-19 infetta anche l'economia

Cosa succede quando un virus attacca il sistema immunitario dei mercati finanziari? Il coronavirus è calato sui mercati internazionali come un cigno nero, il classico evento esterno non previsto dagli addetti ai lavori e forse troppo sottovalutato fino a oggi causa eccessivo ottimismo circa la capacità del sistema economico di affrontare l’emergenza coronavirus. Saranno gli eventuali shock di domanda guidati dai consumatori e fenomeni di panic selling guidati dagli investitori a dettare le regole del gioco; per il momento, così come i 10 consigli diffusi dal Ministero della salute, è più che mai valida la citazione di uno dei maggiori investitori al mondo, Warren Buffett: “Bisogna avere paura quando gli altri sono avidi, ed essere avidi quando gli altri hanno paura”. Immagine di Gerd Altmann da Pixabay

Cosa succede quando un virus attacca il sistema immunitario dei mercati finanziari?

Finora la maggior parte delle analisi ha preso in in considerazione le conseguenze della COVID-19 sugli esseri umani, tralasciando quelle “non sanitarie” e altrettanto pesanti verso uno dei pilastri dell’intero sistema economico: l’ecosistema finanziario.

Covid-19: teniamo insieme salute delle persone e del pianeta

L'emergenza delle malattie infettive, resa così evidente dalla crisi del COVID-19, la pandemia silenziosa delle malattie da inquinamento e i legami complessi che le legano, non sono sufficientemente considerati nella pianificazione di un futuro “sostenibile”. Senza un approccio integrato per mitigare le conseguenze dell'emergenza del cambiamento ambientale, le capacità dei paesi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goal) saranno compromesse. Per questo è importante adottare una prospettiva One Health, ribadire la centralità del Sistema sanitario pubblico, imparare a gestire l'incertezza, e ridare dignità alla prevenzione. Immagine: l'opera "Mobile World Virus" installata a Barcellona da Tvboy, febbraio 2020.

Mentre i numeri delle vittime da COVID-19 si susseguono nella loro drammaticità, alcuni elementi generali di conoscenza sembrano stabilizzarsi: il virus era presente già da vari mesi prima della registrazione dei primi casi confermati e quindi aveva avuto una sua diffusione oltre confini tracciati dagli uomini; le chiusure - più o meno - ermetiche di intere aree geografiche possono essere decise dopo che si verificano i focolai ma, considerando il tempo di incubazione, molte persone asintomatiche possono uscire prima della chiusura; la distribuzione dell’infezione è differente da

Alcuni punti fermi sul coronavirus

Quattro punti, riguardanti l'epidemia di SARS-CoV-2, su cui non si è sufficientemente insistito; quattro punti che potrebbero aiutare a ricordare fatti acquisiti di cui non si parla e fare alcune ipotesi ragionevoli che potrebbero aiutare a ricondurre l’atmosfera nei limiti della naturale attenzione richiesta.
Nell'immagine: immagine al microscopio elettronico a trasmissione del nuovo coronavirus, isolato da un paziente negli Stati Uniti. Crediti: NIAID/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

L’articolo del 9 febbraio "2019 n-CoV: dobbiamo proteggerci anche dall’infodemia" aveva come bersaglio i limiti dell’informazione sul problema dell’attuale emergenza, ed è stato evidentemente gradito, giudicando dal numero di letture.

Sotto la faccia nascosta della Luna

La Luna ha una faccia nascosta, e difficile da studiare. Ma alle lacune che abbiamo sta ponendo egregiamente rimedio la missione cinese Chang’e 4, con il suo rover Yutu 2 (nome significa “Coniglio di giada” e ricorda il mitologico coniglio che nelle tradizioni orientali abiterebbe sulla Luna), che, in uno studio recentemente pubblicato su Science Advances, ha permesso di determinare la stratigrafia del sottosuolo lunare.
Nell'immagine: il rover cinese Yutu-2 è appena sceso dalla piattaforma di Chang'e 4 e inizia la sua esplorazione sulla faccia nascosta della Luna. Tra gli obiettivi scientifici della missione figura l’indagine radar del sottosuolo lunare. L’immagine risale al 3 gennaio 2019, una dozzina d’ore dopo il perfetto allunaggio della sonda. Crediti: CNSA

I dati raccolti dal georadar di Yutu-2, il rover cinese operativo da poco più di un anno nel cratere Kármán posto all’interno del grande bacino d’impatto che caratterizza il Polo Sud della Luna, hanno permesso a un gruppo di ricercatori cinesi e italiani di determinare la stratigrafia del sottosuolo lunare. È la prima volta che si è potuto ottenere una ricostruzione delle strutture geologiche presenti fino a una profondità di 40 metri nel sottosuolo della parte nascosta del nostro satellite.

L’evoluzione dell’epidemia da coronavirus in Italia

Nel febbraio 2020 è stato identificato nel Nord Italia un focolaio di infezione da coronavirus SARS-nCOV-2, le cui proporzioni suggeriscono un notevole stato di avanzamento pregresso al momento dell’identificazione del primo paziente (20 febbraio). A partire da tale data è stato rilevato giornalmente un numero sempre crescente di casi di infezione, tanto da superare in dieci giorni il numero di mille soggetti trovati infetti. Contrariamente a quanto ventilato in qualche sede, l’epidemia in corso è ancora nella sua fase iniziale. Pertanto, lungi dall’abbandonare le misure di mitigazione necessarie, in questo momento è più che mai opportuno proseguire secondo alcune importanti raccomandazioni.

Nel febbraio 2020 è stato identificato nel Nord Italia un focolaio di infezione da coronavirus SARS-nCOV-2, le cui proporzioni suggeriscono un notevole stato di avanzamento pregresso al momento dell’identificazione del primo paziente (20 febbraio). A partire da tale data è stato rilevato giornalmente un numero sempre crescente di casi di infezione, tanto da superare in dieci giorni il numero di mille soggetti trovati infetti.

Rileggere “Spillover” ai tempi del nuovo coronavirus

"Spillover", di David Quammen, è stato pubblicato nel 2012, ma resta una lettura profondamente attuale. Soprattutto in questo periodo di epidemia da SARS-CoV-2. Da dove vengono i virus, e con quali meccanismi e azioni contribuiamo allo spillover dagli animali selvatici? E quali sono le prospettive per il futuro?
Crediti immagine: Pikrepo. Licenza: CC0

Per inquadrare e capire la nuova epidemia causata dal coronavirus SARS- CoV-2, perché non fare un passo indietro e ripercorrere le altre che hanno caratterizzato il ‘900? In questa prospettiva, “Spillover: l’evoluzione delle pandemie” di David Quammen (Adelphi, 2014), giornalista e reporter per il National Geographic, nonostante sia uscito nel 2012, risulta ancora una lettura attualissima e, per certi versi, premonitoria di quello che sta accadendo ora.

Storie di medici e innovazione all'Università di Padova

Oltre trenta personaggi che, passando dall'Università di Padova e nel corso di sette secoli, hanno fatto la medicina. Le loro storia sono raccontate in "Medici rivoluzionari", edito da Padova University Press e curato dalla redazione de Il Bo live.
Nell'immagine: la "Lezione di anatomia del dottor Tulp" di Rembrandt. Il sezionamento eseguito personalmente dall'insegnante fu un'introduzione di Andrea Vesilio, che insegò a Padova nel Cinquecento

“Ammesso che l'onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto a un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova”, scriveva lo storico della scienza Herbert Butterfield nel 1962.