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L'importanza di essere zero

Chiedete a un amico di contare con la mano fino a cinque; se è americano molto probabilmente inizierà dall’indice, arriverà al mignolo e poi alzerà il pollice. Se è italiano inizierà dal pollice per terminare con il mignolo. Entrambi comunque cominceranno a contare partendo da uno, per finire a mano aperta.
Non ho mai incontrato qualcuno che, col pugno chiuso, partisse da zero. Se invece vi accingete a misurare quanto è alta una persona, lungo un tavolo o larga una nicchia nel muro in cui far inserire degli scaffali fatti a misura da un falegname, allora partite da zero

La peer review funziona? Sì, ma con qualche riserva

La peer review lascia un'impronta nella scienza. Le riviste scientifiche, con i loro sì e con i loro no determinano le sorti delle ricerche che vengono loro sottoposte ogni giorno, filtrano quello che dominerà il panorama scientifico e di cui parleranno i giornali nei mesi e forse negli anni successivi, e condannano all'oblio i frutti di altre ricerche. Perché non tutto può essere pubblicato, o meglio, non tutto può venire pubblicato nelle pagine delle maggiori riviste di scienza del mondo.
Funziona o non funziona questo metodo? La discussione nel mondo scientifico non manca di

Farm Hall 45, il dramma atomico

Immaginiamo un esperimento ideale. Si isolino per sei mesi in segreto in una villa di campagna in località Godmanchester, nei pressi di Cambridge, nel 1945, prima e dopo il lancio delle due prime (e ultime) bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, dieci tra i maggiori scienziati tedeschi, che si sono occupati delle ricerche sulla fissione atomica. Si diffondano negli ambienti microfoni nascosti, non riconosciuti degli stessi scienziati, e si consenta loro di ascoltare la radio e di leggere i giornali, ma non di comunicare con l’esterno.