Le sorprese del possibile: la sfida di Cuba sulla ricerca
«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile».
Francesco d'Assisi
«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile».
Francesco d'Assisi
A pochi giorni dall'invasione russa dell'Ucraina, internet è pieno di disinformazione sulla guerra. Gli account di Instagram, Twitter, TikTok, Telegram e altri sono stati inondati di informazioni fuorvianti e immagini manipolate che pretendono di mostrare come si sta svolgendo l'attacco russo in Ucraina.

Simonetta Pagliani raccoglie qui quanto sappiamo, a oggi, del long-Covid in età pediatrica, facendo riferimento agli studi più recenti in materia; il tema s'interseca inevitabilmente anche con la valutazione rischi-benefici dei vaccini nei più giovani.
Crediti immagine: Kelly Sikkema/Unsplash
Anche se, nell'età pediatrica, la gravità della malattia prodotta da tutte le varianti finora emerse di SARS-CoV-2 è minore che negli adulti, non è certo che si comporti in questo modo anche l'incidenza delle sue sequele a lungo termine: i dati in proposito sono troppo differenti per essere del tutto attendibili.

Foto di Elf-Moondance da Pixabay. Elaborazione Scienza in rete

Crediti immagine: Markus Spiske/Unsplash
L'invasione Russa dell'Ucraina potrebbe dare al mondo la sua prima vera esperienza di una guerra informatica. Gli esperti di cybersecurity temono che il conflitto possa colpire le infrastrutture critiche del paese e riversarsi in altri paesi.
Giunta la fine del 1794, l'intero scacchiere europeo sconvolto dalle guerre contro la Francia rivoluzionaria, Federico Guglielmo II re di Prussia si arrese all'evidenza: la seconda spartizione della Polonia era inevitabile. L'esercito della zarina Caterina II aveva riconquistato Varsavia, ed era già previsto che i palatinati di Cracovia e di Sadomir, occupati in parte dai prussiani, andassero all'Austria.

L’antibiotico-resistenza è una delle sfide sanitarie principali e che più destano preoccupazione a livello globale; una “pandemia nascosta”, di cui quasi non si parla ma che secondo i dati causa centinaia di migliaia di morti ogni anno. La pandemia di Covid-19, inoltre, ha da una parte determinato una diminuzione delle prescrizioni, ma dall’altra ha portato un aumento dell’acquisto diretto, in particolare di antibiotici della classe dei macrolidi, fra cui soprattutto l’azitromicina.
Crediti immagine: Adam Nieścioruk/Unsplash
Durante il mese di gennaio, alla ribalta di giornali e televisioni è arrivata la notizia che l’azitromicina, un antibiotico molto diffuso soprattutto per combattere le infezioni delle vie aeree, risultava ormai introvabile in moltissime farmacie. Un vero e proprio assalto a questo farmaco, dovuto all’ondata di Covid-19 che la variante Omicron ha abbattuto sull’Italia tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, con migliaia di nuovi casi ogni giorno.

Copertina del rapporto del Working Group II dell'IPCC