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A 100 secondi dalla mezzanotte nucleare

Cosa succederebbe con una guerra nucleare? È paradossale porsi una domanda del genere dopo due anni di pandemia. Eppure il rischio c'è ed è utile conoscere i rischi, ma anche la governance del disarmo e, in prospettiva, cosa si può fare per assicurare la pace.

Immagine: Pixabay.

«Una guerra nucleare su larga scala causerebbe un inverno nucleare, con un calo medio delle temperature di circa 10°C in tutto il mondo, e potrebbe uccidere la maggior parte dell'umanità in 10 anni». Questo si legge nel commento a firma di Ira Helfand, Patricia Lewis e Andy Haines apparso su The Lancet lo scorso 4 marzo.

Ucraina: la solidarietà della comunità scientifica italiana

Esame di ingresso all'Institute of Mathematics of the National Academy of Sciences of Ukraine, Kiev, 2019. Immagine di Lena Gulenko (CC BY 4.0)

Dopo che il terremoto di magnitudo 6,3 colpì nel 2009 la città dell’Aquila, il matematico Bruno Rubino, oggi prorettore agli affari internazionali dell’Università dell’Aquila, concluse lezioni della laurea magistrale internazionale in Ingegneria Matematica a Brno in Repubblica Ceca, dove trovarono ospitalità anche i suoi studenti. Forse per questo l’università abruzzese è stata tra le prime a mobilitarsi per aiutare studenti, ricercatori e professori ucraini in fuga dalla guerra.

Detriti lunari: il problema dei manufatti terrestri sulla Luna

A marzo, un pezzo di spazzatura ha colpito la Luna, andando ad aggiungersi alle quasi 200 tonnellate di ferraglia che abbiamo depositato sul satellite dal 1959 a oggi. L’evento ha suonato un campanello di allarme, ricordando che nessuno si preoccupa di censire i molti oggetti che orbitano intorno alla Luna - problema che sarebbe il caso di considerare, perché il nostro satellite vedrà non meno di 50 missioni nei prossimi anni e nessuno vuole correre il rischio di ricevere una visita non programmata, magari su una base lunare che ospita equipaggi umani. 

Nell'immagine: sito dell’impatto del booster di Apollo 16 ripresa dal Lunar Reconnaissance Orbiter. Crediti: NASA

Il 4 marzo, un pezzo di spazzatura viaggiante ha colpito la faccia nascosta della Luna, andando ad aggiungersi alle quasi 200 tonnellate di ferraglia che abbiamo depositato, più o meno dolcemente, sul satellite dal 1959 a oggi.

Via dal gas!

Rielaborazione di Scienza in rete di immagini Pixabay.

Ce la possiamo fare. L'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha fatto definitivamente emergere il consenso europeo sulla necessità di ridurre la dipendenza dal gas russo, che si era già delineato in occasione di precedenti crisi. La dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili rende il continente altamente esposto alla volatilità dei prezzi, agli shock delle forniture e ai rischi per la sicurezza, alimentando al contempo regimi antidemocratici che da un momento all'altro possono diventare ostili, come si è visto nel caso della Russia.

Il nucleare per la transizione ecologica?

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Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) la transizione ecologica si farà sostanzialmente con le energie rinnovabili. Tuttavia, è previsto anche un ruolo, seppur minore, dell'energia nucleare a fissione. Anche l'IPCC non ne esclude completamente l'utilizzo. Per costruire una centrale nucleare, a maggior ragione se si vuole attendere lo sviluppo della "quarta generazione", servono vari anni. All'interno di questo contesto, c'è quindi un discreto dibattito di cui sia l'opinione pubblica che i decisori politici devono tenere di conto.

L'impatto di Covid-19 sulla mortalità generale

L'andamento della mortalità generale nel 2020 e 2021 è tra gli indicatori più sintetici dell'impatto della pandemia in un paese. In particolare, l'osservato speciale è l'eccesso di mortalità, ovvero la differenza tra il numero di decessi registrati e quello che ci si sarebbe aspettati sulla base degli anni precedenti. Tuttavia, non è semplice elaborare una stima accurata delle morti attese se la pandemia non ci fosse stata. Gli uffici nazionali di statistica, come ISTAT o il Federal Statistical Office for Germany, usano le medie grezze dei decessi osservati nei cinque anni precedenti, ma probabilmente si tratta di una sottostima, perché non considera l'invecchiamento della popolazione. In Italia nel 2020, questa stima indicherebbe un eccesso di circa 100 000 decessi, mentre un modello elaborato da un gruppo di biostatistici di Imperial College London mostra che considerando l'invecchiamento della popolazione l'eccesso sarebbe di circa 60 000 decessi. Il modello permette anche di confrontare l'impatto dell'epidemia su diversi territori, sia italiani che europei, perché comprende le stime per cinque paesi (Italia, Spagna, Inghilterra, Svizzera e Grecia) fino a livello provinciale. (Immagine di Scienza in rete.)

Mentre cresce il numero di vittime causate dalla guerra russa contro l'Ucraina, arrivano nuovi dati sulle vittime della pandemia, a ricordarci l'assurdità del periodo che stiamo vivendo con due crisi che si accavallano accompagnate dai loro bollettini quotidiani di morte e distruzione.

Long Covid pediatrico: cosa ne sappiamo?

Simonetta Pagliani raccoglie qui quanto sappiamo, a oggi, del long-Covid in età pediatrica, facendo riferimento agli studi più recenti in materia; il tema s'interseca inevitabilmente anche con la valutazione rischi-benefici dei vaccini nei più giovani.

Crediti immagine: Kelly Sikkema/Unsplash

Anche se, nell'età pediatrica, la gravità della malattia prodotta da tutte le varianti finora emerse di SARS-CoV-2 è minore che negli adulti, non è certo che si comporti in questo modo anche l'incidenza delle sue sequele a lungo termine: i dati in proposito sono troppo differenti per essere del tutto attendibili.