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"Le scelte essenziali dell’umanità" diventa tema di maturità

Abbiamo apprezzato moltissimo che una delle tracce dei temi di maturità di quest’anno sia tratta dal discorso che Giorgio Parisi, premio Nobel per fisica 2021 e socio del Gruppo 2003, ha tenuto in Parlamento negli scorsi mesi. Parisi tocca infatti con la capacità di visione che gli è propria la grande sfida che ci pone il cambiamento climatico e in particolare il tema del ruolo della scienza e della politica nell’accordarsi con coraggio per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento che ci risparmino l’ennesimo disastro.

Evidence Based Medicine: realtà o illusione?

Nato negli anni '90, il movimento dell'evidence-based medicine propone un approccio che coniuga l’esperienza clinica e le preferenze del paziente con le migliori prove di efficacia di un atto medico, giudicate secondo regole formali condivise dalla comunità scientifica. La validità di questo paradigma poggia su diversi criteri, su cui di focalizza un recente editoriale del BMJ e ripercorsi anche nel webinar organizzato dalla società benefit Zadig a giugno.

Crediti immagine: James Gillray, Breathing a Vein (January 28, 1804)

Il webinar organizzato da Zadig l'8 giugno 2022 ha spiegato in modo esauriente e comprensibile anche ai non addetti ai lavori come bisogna leggere uno studio clinico per comprenderne i risultati, competenza quanto mai necessaria in quest'epoca di grande espansione di ricerche esonerate dalla revisione di altri scienziati (peer review) prima della pubblicazione e di immediata risonanza mediatica di ogni reale (o preteso) progresso medico.

Gli algoritmi sbagliano, ma anche noi

Immagine da rawpixel.com (CC 0).

Una delle ragioni con cui viene giustificato il ricorso agli algoritmi come sistemi di assistenza alla decisione è la necessità di diminuire gli errori umani e arginare la parzialità dei loro punti di vista. Inserire nel processo decisionale una procedura automatica formulata nel linguaggio della matematica e magari anche basata sui dati, sembra una buona strategia per renderlo più oggettivo e affidabile.

Un osservatorio intitolato a Vera Rubin, l’astronoma che scoprì la materia oscura

Per la prima volta nella storia degli osservatori nazionali degli Stati Uniti, quello da cui sarà condotta la survey astronomica più ambiziosa e completa che sia mai stata progettata è intitolato a una donna: si tratta di Vera Rubin, i cui studi hanno avuto un ruolo fondamentale per dimostrare l'esistenza della materia oscura.

L'Osservatorio Vera Rubin. Crediti LSST Project/NSF/AURA.

Secondo le stime più recenti, avranno inizio alla fine del 2023 le operazioni scientifiche legate alla Legacy Survey of Space and Time (LSST), la survey astronomica più ambiziosa e completa che sia mai stata progettata. L’obiettivo scientifico è imponente: fotografare l’intera volta celeste dell’emisfero australe più volte alla settimana nel corso di dieci anni, ottenendo quindi informazioni accurate su una grandissima varietà di oggetti cosmici non solo nello spazio, ma anche nel tempo.