fbpx Il successo di Paolini | Page 49 | Scienza in rete

Il successo di Paolini

Primary tabs

Read time: 2 mins

1,5 milioni di telespettatori in media, per uno share del 5,73%, a cui si aggiungono 3000 contatti per la diretta web. Stando ai dati auditel diffusi ieri, “Itis Galileo” di Marco Paolini andato in onda il 25 aprile su La7 ha raggiunto il suo picco di ascoltatori con l’8,06 di share. Sono i numeri che sigillano il successo televisivo dello spettacolo trasmesso in diretta dai Laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, diventato una delle pagine televisive più seguite degli ultimi anni.

Già in passato, Marco Paolini è riuscito ad avvicinare il grande pubblico con il format del teatro-documentario, replicando il successo dal vivo registrato a teatro attraverso il filtro dello schermo televisivo. Era successo con Vajont, Sergente – tratto dal romanzo di Rigoni Stern – e, più recentemente, con Ausmerzen. Si trattava in quei casi di temi con un impatto sull’immaginario popolare potenzialmente molto forte – la vicenda del Vajont appartiene, ad esempio, alla memoria storica comune degli ultimi anni del nostro Paese. Tuttavia combinare teatro, scienza, monologo e tempi non proprio televisivi – lo spettacolo è durato per 3 ore e mezza, con dibattito prima e dopo – è stata una sfida entusiasmante per la comunità scientifica, già in confidenza con il Sidereus Nuncius, ma non scontata per il piccolo schermo. Paolini ha ammaliato il pubblico – il triplo del pubblico dello standard da prima serata, per la precisione – anche con il  Galileo di Brecht, ben oltre la ‘nicchia’ della comunità scientifica, si direbbe.

Autori: 
Sezioni: 
Itis Galileo

prossimo articolo

Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

Una tavolata di piatti contenenti insalata e il logo YouGoody - la ricerca bella e buona in sovraimpressione

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay

Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.