• English
  • Italiano
  • newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
Home
  • Cerca
  • Archivio
  • Dossier
  • TV
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca
  • Autori
  • @ Scuola
  • Innova
Home » Scienza e società » Arte e scienza

Il Galileo di Paolini nei Laboratori del Gran Sasso

  • Login o registrati per inviare commenti
  • 2836 letture
Bookmark/Search this post with
  • Twitter
  • Facebook
  • LinkedIn
  • del.icio.us
  • Facebook Like
  • Print Pdf
  • Print Mail
Comunicazione

Il 25 aprile l’attore Marco Paolini proporrà il suo spettacolo ITIS Galileo in una delle sale della parte sotterranea dei Laboratori INFN del Gran Sasso. La7 lo proporrà in diretta dalle ore 21. Sarà la prima volta che uno spettacolo teatrale viene trasmesso in diretta tv da un laboratorio scientifico italiano.

Ho già visto lo spettacolo di Paolini in teatro e l’ho trovato entusiasmante. Non sono un critico e non mi avventuro quindi nel tentare di spiegare le ragioni per cui sono uscita dallo spettacolo arricchita e divertita allo stesso tempo. Non ho mai visto l’opera di Brecht su Galileo e non posso quindi neanche tentare un confronto tra le due letture della figura dello scienziato. Certamente la chiave dichiarata dallo stesso di Paolini di un Galileo  grande innovatore, ma anche pienamente uomo del suo tempo, mi ha indotto a riflettere sulla figura dello scienziato ai nostri giorni. Su come le persone dedite alla ricerca vedano loro stessi e per contro come sono percepiti dalla società, qual è il loro ruolo e la loro rilevanza nel più vasto tessuto culturale e decisionale in particolare nel nostro Paese.

Provo a definire con quali sentimenti io stessa potrei presentare la nostra comunità: un misto tra entusiasmo e disincanto, umani tra gli umani diversissimi per carattere e difetti, accomunati dalla passione per il proprio lavoro. Più desolante mi appare il bilancio dell’analisi della percezione della Scienza e dei suoi “operatori” da parte della società. Siamo il Paese che ha dato i natali al padre della scienza moderna, all’inventore di quel “metodo scientifico” che ha consentito all’umanità di procedere con passi da gigante sulla via della conoscenza della natura, a guardala con “occhi” capaci di coglierne i dettagli con una risoluzione di 10-18 m, eppure le persone di cultura non si vergognano minimamente di affermare che non capiscono nulla di Scienza. Ancora oggi “La Cultura” e la scienza vengono percepite come entità differenziate, dimentichi di quell’unità che pure era patrimonio del pensiero antico. In un aspetto solamente esse vengono accomunate, nella scarsa consapevolezza che esse rappresentano una ricchezza per il Paese, una risorsa reale a cui si può anche attribuire un valore economico. Nel ridurre i fondi ad esse destinati non si guarda tanto per il sottile sulle differenze tra l’una e l’altra.

Paolini ci ricorda che Galileo per campare faceva gli oroscopi, sarà per questo, per rendergli  omaggio, che a RAI 2 le mattine festive sono occupate per ore da una trasmissione dedicata all’astrologia, un esempio perfetto di disinformazione scientifica?

L’aspetto più preoccupante però non è quello che la cultura media sia povera di concetti o di nozioni scientifiche, per cui ci si rivolge agli scienziati come a degli stregoni, proprietari di un sapere negato ai più, depositari della “verità scientifica”, non è neanche quello che si confonda la scienza con la tecnologia che ne è solo la figlia, credo che il problema stia nel fatto che non si comprende fino in fondo che la Scienza è la casa del dubbio e del pensiero critico.

L’idea di portare all’interno del Laboratorio Sotterraneo del Gran Sasso uno spettacolo di un artista della qualità di Paolini, centrato sulla figura di Galileo, assume quindi la valenza di una operazione culturale  destinata a lasciare il segno e a suscitare riflessioni di varia natura ma anche opposizioni e critiche. Rappresentare Galileo in un luogo dove una vasta comunità internazionale di scienziati produce scienza ai più alti livelli mondiali ha di per se un valore simbolico non effimero o puramente mediatico. Rende evidente e tangibile la universalità e la assoluta attualità dell’insegnamento di Galileo.

Non è  necessario a mio parere concentrarsi sulla esegesi degli scritti galileiani che Paolini porta in scena scrutandone e valutandone il rigore della lettura, basta cogliere questo filo diretto e mai interrotto in tanti secoli che lega il grande padre della scienza ai suoi “nipoti” che ancora oggi ne applicano il metodo.

Se vogliamo dimostrare veramente che alla base dell’attività di ricerca scientifica che plasma e permea la nostra mente e la nostra vita, stanno il dubbio e il pensiero critico, non possiamo esimerci però dal porci altre domande: Galileo messo in scena da Paolini all’interno del Laboratorio servirà davvero alla scienza, a farne cogliere il significato e la rilevanza  o rimane pur sempre un’operazione culturale di nicchia? Viceversa e ancora peggio, fare uno spettacolo all’interno di un tempio della Scienza contribuisce a svilirla, assecondando e ripercorrendo una banalizzazione della divulgazione scientifica a cui purtroppo già assistiamo?

Personalmente sono convinta che al grande pubblico che seguirà in televisione lo spettacolo non sfuggirà  la grandezza della figura di Galileo e il valore assolutamente innovativo del suo pensiero scientifico, allo stesso tempo gli spettatori potranno, attraverso le immagini del Laboratorio del Gran Sasso, toccare con mano che ancora oggi in Italia esistono luoghi di eccellenza della ricerca e persone che vi dedicano la loro vita tra mille difficoltà .

18 aprile, 2012 da Lucia Votano


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

#1 paolini e Galileo

ritratto di roberta
26 aprile, 2012 - 09:42 da roberta (non verificato)
Ho visto ieri su La7 lo spettacolo e il commento fino all'una. Eccezionale Paolini e molto bello il taglio "umanizzato" di galileo. Forse toglierei i (troppi) giochini con gli studenti. Il pubblico di riferimeno è giovane nelle intenzioni per valorizzare il piacere della ricerca. Io che a scuola e in progetti extrascolastici mi occupo di scienza e di filosofia della scienza (e che ho scritto un libro con l'Univ di trieste una Lettera a Darwin - Caro Charles ti scrivo in una sera sgata d'estate) sento profondamente l'amore e la passione per la scienza. Non solo conoscenza ma azione nel mondo. E qui è uno dei punti dolenti. Ormai l'intreccio tra pensare e fare è troppo stretto e i legami con i poteri forti che pretendono risultati concreti pongono e direzionano la ricerca. Che fare? Non so. Intanto discuterne senza eludere. E in questo senso anche scienza e coscienza non possono essere un ossimoro reciproco. E' vero siamo umani ma il fare "bene" è un piano diverso dal conoscere nel mondo (reale) della scienza, non in quello fantasticato? Comunque sia, penso che proprio con spessore, (come fa Paolini) ognuno come può, supporti il viaggio, vero e denso, della scienza.
  • Login o registrati per inviare commenti

#2 Un successo di Paolini e del Gran Sasso

ritratto di romeo bassoli
3 maggio, 2012 - 14:18 da romeo bassoli (non verificato)
Adesso che lo spettacolo di Marco Paolini nei laboratori INFN del Gran Sasso è andato in onda e in replica, si possono tirare alcune fila. La sera del 25 aprile l'auditel ha segnalato una media di 1 milione e mezzo di telespettatori con punte di 1 milione e 700 mila.Non male per uno spettacolo teatrale soprattutto se va in onda su una tv che non sia Rai o Mediaset. Il dibattito del dopo spettacolo, fino all'una di notte, è stato seguito da 600mila persone. La replica del primo maggio ha visto, rispettivamente, oltre 900 mila per lo spettacolo e oltre 300mila per il dopo. E' un grande successo che premia la proposta dell'INFN a Paolini per rappresentare lì il suo spettacolo e premia la bravura di Paolini assieme alla lungimiranza della 7, che ha dovuto risolvere problemi tecnici non banali per fare una diretta da 1400 metri sotto una montagna. Pere l'INFN l'idea era di mostrare il suo più grande laboratorio come un bene comune per gli italiani, non un "giocattolo per fisici", ma un posto aperto dove si fanno ricerche prestigiose. E dove si produce quella cultura figlia di Galileo.
  • Login o registrati per inviare commenti

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

Lucia Votano
ritratto di Lucia Votano
Fisica
Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Collegamenti

I.T.I.S Galileo backstage (Video, 26 Apr 2012)
Scienza e religione in Vita di Galileo di Bertolt Brecht (Articolo, 18 Apr 2012)
I.T.I.S. Galileo (Video, 17 Apr 2012)

Argomenti

Fisica
Storia della scienza

Libri che ti potrebbero interessare

Gilmore, Robert. Alice nel paese dei quanti. Le avventure della fisica, 1996.
Vacca, Roberto. Anche tu fisico. La fisica spiegata, in modo comprensibile, a chi non la sa, 2012.
Celli, Giorgio. Bugie, fossili e farfalle, 1991.
Marelli, Monica. C'era un gatto che non c'era. Misteri e meraviglie della fisica quantistica (Narrazioni), 2012.
Pagès, Frédéric. Cartesio e la cannabis. Perché in Olanda?, 2012.
  •  
  • 1 of 14
  • ››
La biblioteca di Scienza in rete>>

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa
    • Università

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • 150 scienziati d'Italia
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Editoriale
  • In agenda
  • Janus
  • MateFitness
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Scienza in radio
  • Segnali
  • Vero o falso?

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Master

  • macsis   
    mcs

Copyleft

Crediti

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team