Carlo Bernardini

Carlo Bernardini è nato nel 1930 a Lecce, città dove ha frequentato il liceo classico Palmieri. In seguito si è trasferito, per motivi di studio, a Roma, dove il 19 marzo 1952 si è laureato in Fisica all'Università la Sapienza. Entrato in buoni rapporti con il professor Enrico Persico, ha lavorato con lui per qualche anno tenendo lezioni all'Università. In seguito è passato a lavorare presso il laboratorio nazionale dell'INFN di Frascati, entrando a far parte del cosiddetto "gruppo del sincrotrone" con fisici come Giorgio Salvini, Bruno Touschek e lo stesso Persico. Il loro lavoro culminò nella realizzazione dell'anello di accumulazione (AdA). Con lo stesso gruppo si è dedicato anche alla realizzazione dell'acceleratore di particelle ADONE.
Dal 1969 al 1971 ha occupato la cattedra di Fisica generale all'Università di Napoli; successivamente, tornato a Roma, ha occupato diverse cariche all'interno dell'INFN, di cui è stato anche preside di facoltà. Professore cattedratico di Modelli e metodi matematici della fisica, nel 1976 si è candidato al Senato della Repubblica Italiana, come indipendente del Partito Comunista, venendo eletto in un collegio elettorale romano. In seguito a questa esperienza politica, ha iniziato anche una attività di 'opinionista', intervenendo su vari giornali in merito a temi sociali e, ovviamente, scientifici: ha appoggiato varie campagne di informazione, fra cui quella per il disarmo atomico - condivisa da altri fisici italiani dell'epoca, riuniti sotto la sigla USPID (Unione Scienziati Per Il Disarmo, di cui lo stesso Bernardini è stato uno dei fondatori) - ed esprimendo tutto il proprio appoggio all'introduzione e alla produzione di energia nucleare nel suo paese. Battaglia questa che lo ha tuttavia visto sconfitto in seguito al referendum che portò all'abbandono dell'energia nucleare da parte dell'Italia, nel 1988. In questo periodo è inoltre diventato direttore della rivista scientifica e di divulgazione Sapere (incarico che ancora ricopre) ed ha scritto numerosi libri, di divulgazione scientifica e non. È morto a Roma nel giugno 2018.

Addio a Giorgio Salvini, padre dell'elettrosincrotrone

Lo scorso 8 aprile è scomparso, all’età di 95 anni, Giorgio Salvini, a cui gli eredi della Scuola di Roma, Edoardo Amaldi e Gilberto Bernardini, avevano affidato, con la  rinascita della fisica italiana nell’ambito del nascente INFN, la realizzazione del progetto lungamente vagheggiato dalla scuola di Fermi, di un acceleratore di particelle con cui continuare la già fiorente attività svolta nel campo dei raggi cosmici: la scelta era caduta su un  elettrosincrotrone da 1000 MeV, di cui Salvini divenne responsabile e direttore all’età di soli trenta

Idee per cambiare la gestione della ricerca italiana

Già da alcuni anni l’attività di gestione della ricerca scientifica e tecnologica ha preso alcune strade che probabilmente hanno fornito esempi di efficienza accanto a irrigidimenti che hanno alimentato sia lo sviluppo che la fossilizzazione di un ambiente di vitale importanza per la crescita del paese. Ma a questo punto, appoggiandosi alla buona letteratura già messa a disposizione da ottimi osservatori come Pietro Greco, Settimo Termini, Rino Falcone, Francesco Lenci e altri pensiamo sia possibile formulare un elenco di azioni conseguenti appropriate al momento storico e che molto spesso

Esistono i classici nella scienza moderna?

Cento anni fa usciva per le “Presses Universitaires de France” un librettino di 286 pagine, Les Atomes, diJean Perrin . La prefazione dell’autore porta la data di dicembre 1912. Questo testo si colloca come un cuneo tra la fisica dei fluidi continui e quella vincente degli atomi e delle molecole, spiegando come si fa a contare quanti corpuscoli ci sono in una certa quantità di materia (gas, liquido, solido).

Rimettiamo in moto la scuola

Si fa un gran parlare di giovani, di scuola e di università; ma poi, al momento di formulare provvedimenti concreti per un futuro (prossimo) governo, si ricade nei luoghi comuni e nelle lagnanze sulle risorse finanziarie disponibili. Invece, credo che si debba venire al sodo. Pertanto, dico subito che ho in mente tre azioni urgenti, che descrivo nel modo più crudo e diretto possibile.

Rilancio della ricerca in Italia, da dove cominciare

Vogliamo insistere sulle considerazioni generali del nostro precedente appello, dato che molti di voi lo hanno letto e che i più coinvolti hanno anche sottoscritto. Ci sembra ora il momento di mettere a punto una riflessione su problemi molto concreti che nascono da un disagio che, negli anni, è andato via via lievitando per scarsa comprensione dei meccanismi di funzionamento dell’ambiente della ricerca, oltre che per negligenza.

Il "cucciolo" di via Panisperna

Con un piccolo convegno che si terrà il prossimo 24 maggio a Pisa, organizzato da La Limonaia Scienza Viva, con relazioni di Pietro Greco (Il “cucciolo” nel secolo breve) e di Simone Turchetti (Il caso Pontecorvo), si avviano di fatto le iniziative per festeggiare i cento anni dalla nascita di Bruno Pontecorvo, il più giovane dei “ragazzi di via Panisperna” che fecero di Roma, tra il 1934 e il 1938, la capitale mondiale della fisica nucleare. 

La pazienza nutre la verità

L’esperimento Opera di cui tanto si parla in questi giorni nei media italiani, è senza dubbio il risultato di uno sforzo eccezionale di ricerca di base di un gruppo numeroso anche di nostri fisici al CERN di Ginevra; meriterebbe perciò un risultato memorabile come quello di cui si parla. Ma proprio per questo motivo la prudenza è d’obbligo.

Ecco perchè nell'economia mondiale è successo il patatrac

Qual è la notizia di maggior interesse pubblico che ha “aggredito” l’opinione pubblica nell’ultimo anno? Ma, ovviamente, la crisi economica mondiale, che è entrata nelle tasche di (quasi) tutti e ha frugato nei portafogli con grinta e prepotenza. Siete sicuri di avere capito tutto? Sapete che cosa sono i “derivati”? Sapete che cosa dicono gli economisti e perché non avevano previsto nulla, Nobel inclusi? Sapete che cosa hanno veramente fatto gli ipertruffatori (quelli scoperti, perché chissà quanti l’hanno fatta franca)?

La risorsa infinita

La risorsa infinita. Ecco il nuovo libro di Pietro Greco e Vittorio Silvestrini (Editori Riuniti, 2009, ppgg 286, euro 15,50). Prendetelo. Andate subito a pagina 69: troverete le domande chiave, nel capitolo che si intitola "La natura della conoscenza". E' possibile, e come, ricomporre in forme desiderabili gli equilibri distrutti dalla perturbazione che chiamiamo era dell'informazione e della conoscenza? E' possibile e come, costrire una società democratica della conoscenza?

L’Università: ne parliamo correttamente?

L'università è il cuore della società, nell'era della conoscenza. Occorre parlarne correttamente. Anche in Italia. Tenendo conto dei mali che l'attraversano. Ma anche dei suoi aspetti positivi. Ci sono settori che hanno una grande tradizione e realizzano tuttora una buona formazione. Insomma, chi vuole parlare seriamente di università deve proporre un discorso articolato e non deve lasciarsi sedurre dalle tante sirene del mercato, che vorrebbero attenuarne il carattere pubblico. E' indispensabile uscire dai luoghi comuni morbosamente diffusi da persone insoddisfatte che magari vengono da esperienze in cui il mercato ha già avuto l'effetto devastante che potrebbe avere anche da noi se continua così: lo slogan che deve campeggiare sull'Università italiana è: "La cultura superiore è il più importante investimento di una democrazia avanzata e il nostro mondo deve accettare una volta per tutte, come diceva il compianto Antonio Ruberti, che i beni immateriali portano più benessere, felicità e consapevolezza dei beni materiali".

Nonno scienziato, offresi

Perché non impegnare gli scienziati in pensione per dare una mano a scuola? Penso che si potrebbe organizzare un servizio pubblico quasi senza spesa con una lista di "consulenti didattici disponibili" da distribuire in tutte le scuole dopo averli reperiti e arruolati tra i professori che cessano la loro carriera universitaria per limiti di età. di CARLO BERNARDINI

Volterra, ce ne fossero come lui!

Vito Volterra è un libro molto bello scritto da un matematico e un esperto di archivi e documentazione su una figura sconosciuta ai più. Quando dico ai più, voglio dire a qualcosa come il 99% degli italiani: non ho dati certi, ma se davvero 600.000 persone, in Italia sapessero dire anche per sommi capi chi era e cosa ha fatto sarei pronto ad ammettere pubblicamente che mi sono sbagliato, e con grossolanità e superficialità.