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La stella cannibale

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Le osservazioni del telescopio spaziale Chandra permettono di scoprire che una stella apparentemente giovane è in realtà un astro di un miliardo di anni che si è divorato un compagno.

Era fin dall'epoca della scoperta, risalente a 15 anni fa, che le osservazioni di BP Psc, una stella della costellazione dei Pesci distante circa 1000 anni luce dalla Terra, lasciavano gli astronomi piuttosto sconcertati. La presenza di un disco di polveri e di due potenti getti di materia in corrispondenza dei poli suggerivano infatti che la stella fosse un giovane astro. C'erano però almeno un paio di indizi che indicavano l'esatto contrario: primo, la stella era isolata – mentre le stelle nascono in genere in gruppo; secondo, BP Psc non mostrava quell'abbondanza di litio tipica delle stelle appena formate.

L'enigma è stato finalmente risolto grazie alla radiazione X proveniente dalla stella e raccolta dall'osservatorio orbitante Chandra. Poiché una giovane stella è piuttosto vivace nel dominio X mentre l'emissione di BP Psc appare invece piuttosto ridotta, ne deriva in modo inequivocabile che si tratta di una astro in età avanzata. Secondo Joel Kastner (Rochester Institute of Technology) e collaboratori, autori dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, lo scenario più plausibile per PS Psc è quello di una stella in uno stadio avanzato della sua evoluzione che ha recentemente inglobato una stella compagna o un pianeta gigante. Questo spiegherebbe la presenza del disco di polveri e il manifestarsi dei fenomeni energetici osservati, quasi che la stella abbia ripreso forza dal pasto appena consumato.

Chandra Observatory - Rochester Institute of Technology

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Astronomia

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Radiati per l’antiscienza, la politica vuole riaprire loro l’Ordine

sedia con camice e porta aperta

Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati alla pandemia di chiedere la reiscrizione all’Ordine. Non riguarda i medici sospesi perché non vaccinati, ma professionisti colpiti da sanzioni disciplinari anche per aver promosso pratiche e terapie prive di basi scientifiche. La Fnomceo protesta: per il presidente Filippo Anelli è una delegittimazione degli Ordini e un affronto a chi ha curato e perso la vita durante il Covid. La questione va anche oltre i singoli casi: in gioco c’è l’autonomia della professione nel tutelare i pazienti.

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