fbpx La stella cannibale | Scienza in rete

La stella cannibale

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le osservazioni del telescopio spaziale Chandra permettono di scoprire che una stella apparentemente giovane è in realtà un astro di un miliardo di anni che si è divorato un compagno.

Era fin dall'epoca della scoperta, risalente a 15 anni fa, che le osservazioni di BP Psc, una stella della costellazione dei Pesci distante circa 1000 anni luce dalla Terra, lasciavano gli astronomi piuttosto sconcertati. La presenza di un disco di polveri e di due potenti getti di materia in corrispondenza dei poli suggerivano infatti che la stella fosse un giovane astro. C'erano però almeno un paio di indizi che indicavano l'esatto contrario: primo, la stella era isolata – mentre le stelle nascono in genere in gruppo; secondo, BP Psc non mostrava quell'abbondanza di litio tipica delle stelle appena formate.

L'enigma è stato finalmente risolto grazie alla radiazione X proveniente dalla stella e raccolta dall'osservatorio orbitante Chandra. Poiché una giovane stella è piuttosto vivace nel dominio X mentre l'emissione di BP Psc appare invece piuttosto ridotta, ne deriva in modo inequivocabile che si tratta di una astro in età avanzata. Secondo Joel Kastner (Rochester Institute of Technology) e collaboratori, autori dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, lo scenario più plausibile per PS Psc è quello di una stella in uno stadio avanzato della sua evoluzione che ha recentemente inglobato una stella compagna o un pianeta gigante. Questo spiegherebbe la presenza del disco di polveri e il manifestarsi dei fenomeni energetici osservati, quasi che la stella abbia ripreso forza dal pasto appena consumato.

Chandra Observatory - Rochester Institute of Technology

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

grafico innalzamento mare

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.

Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.

Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?