fbpx La stella cannibale | Scienza in rete

La stella cannibale

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le osservazioni del telescopio spaziale Chandra permettono di scoprire che una stella apparentemente giovane è in realtà un astro di un miliardo di anni che si è divorato un compagno.

Era fin dall'epoca della scoperta, risalente a 15 anni fa, che le osservazioni di BP Psc, una stella della costellazione dei Pesci distante circa 1000 anni luce dalla Terra, lasciavano gli astronomi piuttosto sconcertati. La presenza di un disco di polveri e di due potenti getti di materia in corrispondenza dei poli suggerivano infatti che la stella fosse un giovane astro. C'erano però almeno un paio di indizi che indicavano l'esatto contrario: primo, la stella era isolata – mentre le stelle nascono in genere in gruppo; secondo, BP Psc non mostrava quell'abbondanza di litio tipica delle stelle appena formate.

L'enigma è stato finalmente risolto grazie alla radiazione X proveniente dalla stella e raccolta dall'osservatorio orbitante Chandra. Poiché una giovane stella è piuttosto vivace nel dominio X mentre l'emissione di BP Psc appare invece piuttosto ridotta, ne deriva in modo inequivocabile che si tratta di una astro in età avanzata. Secondo Joel Kastner (Rochester Institute of Technology) e collaboratori, autori dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, lo scenario più plausibile per PS Psc è quello di una stella in uno stadio avanzato della sua evoluzione che ha recentemente inglobato una stella compagna o un pianeta gigante. Questo spiegherebbe la presenza del disco di polveri e il manifestarsi dei fenomeni energetici osservati, quasi che la stella abbia ripreso forza dal pasto appena consumato.

Chandra Observatory - Rochester Institute of Technology

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).