Piergiorgio Strata non ci sta. Seguito a ruota dal consiglio scientifico internazionale presieduto dal premio Nobel Torsten Wiesel ha infatti dato le dimissioni dall’European Brain Research Institute fondato nel 2002 e presieduto da Rita Levi Montalcini. Motivo? «Un’esigenza di trasparenza nella gestione dell’istituto e dei finanziamenti» ha dichiarato. Dopo il commissariamento richiesto dal centenario Premio Nobel e decretato dal prefetto di Roma con la nomina di Giuseppe Nisticò, professore ordinario di farmacologia e direttore del centro di Biotecnologie farmaceutiche dell'Università Tor Vergata di Roma, la conferma della carica di direttore scientifico al neurofisiologo di fama mondiale sarebbe avvenuta con un azzeramento di poteri. «Il conflitto era in atto da tempo» precisa Strata, «e non dipende da questioni finanziarie». L’istituto ha infatti ottenuto dal ministro Gelmini 1,5 milioni di euro l’anno per tre anni. «La questione è piuttosto di metodo nelle nomine e nella distribuzione di questi fondi: Levi-Montalcini e i suoi più stretti collaboratori si sono infatti opposti all’applicazione dei criteri meritocratici utilizzati in tutto il mondo, sacrificando inoltre il carattere internazionale che l’Istituto, fin dal suo nome, avrebbe dovuto avere».
Dimissioni all'EBRI
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A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale.
Le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni, possono fare molto di più per contenere il cambiamento climatico di quanto generalmente si pensi. È questa l’idea che si sta gradualmente affermando e che potrebbe aprire nuove prospettive. Ma andiamo con ordine.