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Dimissioni all'EBRI

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Piergiorgio Strata non ci sta. Seguito a ruota dal consiglio scientifico internazionale presieduto dal premio Nobel Torsten Wiesel ha infatti dato le dimissioni dall’European Brain Research Institute fondato nel 2002 e presieduto da Rita Levi Montalcini. Motivo? «Un’esigenza di trasparenza nella gestione dell’istituto e dei finanziamenti» ha dichiarato. Dopo il commissariamento richiesto dal centenario Premio Nobel e decretato dal prefetto di Roma con la nomina di Giuseppe Nisticò, professore ordinario di farmacologia e direttore del centro di Biotecnologie farmaceutiche dell'Università Tor Vergata di Roma, la conferma della carica di direttore scientifico al neurofisiologo di fama mondiale sarebbe avvenuta con un azzeramento di poteri. «Il conflitto era in atto da tempo» precisa Strata, «e non dipende da questioni finanziarie». L’istituto ha infatti ottenuto dal ministro Gelmini 1,5 milioni di euro l’anno per tre anni. «La questione è piuttosto di metodo nelle nomine e nella distribuzione di questi fondi: Levi-Montalcini e i suoi più stretti collaboratori si sono infatti opposti all’applicazione dei criteri meritocratici utilizzati in tutto il mondo, sacrificando inoltre il carattere internazionale che l’Istituto, fin dal suo nome, avrebbe dovuto avere».

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In copertina: elaborazione grafica da Jeff Sainlar/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Come gruppo indipendente di monitoraggio e ricerca sull’intelligenza artificiale, sentiamo il dovere di commentare il recente manifesto di Mark Zuckerberg, The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, perché tocca direttamente molte delle tematiche che hanno portato alla nostra stessa nascita. Amiamo il progresso autentico, ma temiamo un futuro distopico: il nostro compito è promuovere un monitoraggio continuo dei limiti tecnologici, degli annunci iperbolici e delle possibili conseguenze indesiderate.