La prevalenza di obesità tra gli adulti e i ragazzi statunitensi resta altissima, ma almeno ha smesso di aumentare, soprattutto tra le donne e i bambini. Anche tra gli uomini, comunque, negli ultimi anni sembra si stia affermando la stessa tendenza. Dopo la crescita vertiginosa degli ultimi venti anni del secolo scorso, che ha portato un americano su tre a essere obeso – una prevalenza che sale al 68 per cento tenendo conto anche di coloro che sono solo sovrappeso – il fenomeno sembra essersi per lo meno stabilizzato. Dal 1999 al 2008, infatti, la percentuale di donne obese si è mantenuta invariata e quella degli uomini sembra non aumentare dal 2003. Finalmente fermo anche l’incremento progressivo di sovrappeso e obesità tra bambini e adolescenti, il 32 per cento dei quali, durante gli anni della scuola, ha un indice di massa corporea superiore all’85° centile per la loro età. I dati, pubblicati online prima della pubblicazione per la loro rilevanza, vengono dal National Health and Nutrition Examination Survey.
Gli Stati Uniti non crescono più
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Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.
In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"
Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.