fbpx A colloquio con Rob Hopkins | Scienza in rete

A colloquio con Rob Hopkins

Read time: 2 mins

Giovedì 13 marzo Rob Hopkins sarà ospite di Fondazione Cariplo per una lecture sulla resilienza, partendo dall'esperienza inglese delle Città di transizione, movimento che persegue un modello sostenibile non dipendente dal petrolio.

Resilienza non è un termine molto conosciuto, esprime una caratteristica tipica dei sistemi naturali. La resilienza è la capacità di un certo sistema, di una certa specie, di una certa organizzazione di adattarsi ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno senza degenerare, una sorta di flessibilità rispetto alle sollecitazioni.
La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.

Rob Hopkins è tra i fondatori del movimento Transition Town e del Network che supporta le comunità in un percorso per aumentare la propria resilienza attraverso un ampio range di azioni proposte dai cittadini. È autore di pubblicazioni e libri quali The Transition Handbook, The Transition Companion e The Power of Just Doing Stuff: How Local Action Can Change the World. Hopkins sostiene fortemente l’importanza delle economie locali ed è fautore di un “ottimismo impegnato” in risposta alle attuali sfide globali.

Le sue idee gli sono valse un Ph.D all’Università di Plymouth e un Honorary Doctorate presso l’Università del West of England. Il quotidiano inglese “The Indipendent” ha inserito Hopkins nella classifica delle 100 personalità inglesi che si sono distinte per meriti ambientalisti.
Hopkins è stato inoltre nominato Ashoka Fellow nel 2008. Scrive di transizione e altre sfide nel suo blog

COMUNITA’ RESILIENTI

Lecture di Rob Hopkins

Giovedì 13 Marzo ore 15.30 - Centro Congressi Fondazione Cariplo - Via Romagnosi, 8 – Milano

PROGRAMMA

15.00           Registrazione

15.30           Introduzione di Pier Mario Vello – Segretario Generale Fondazione Cariplo

15.40           Lecture di Rob Hopkins

16.40           Domande e dibattito

17.30           Chiusura dei lavori

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a questo LINK

Autori: 
Sezioni: 
Incontri

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.