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Un reovirus contro il cancro

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Respiratorio, enterico, orfano: ma il reovirus, che prende nome dall’acronimo dei suoi attributi, dopo aver  mostrato doti oncolitiche contro altri tumori, potrebbe essere adottato anche contro il cancro della prostata. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori canadesi, iniettando il virus non attenuato, a RNA a doppia elica, in colture cellulari e direttamente nella massa neoplastica di sei pazienti con malattia ancora confinata alla ghiandola. L’effetto oncolitico è stato confermato in vitro, mentre in vivo oltre alla morte cellulare si è potuta verificare, per quanto su così pochi malati, l’apparente sicurezza della procedura. Il virus infatti non si è diffuso alle parti sane della prostata, che è stata asportata chirurgicamente tre settimane dopo l’iniezione della cura “virale”.

Cancer research pubblicato online il 9 marzo 2010

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Prostata

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.