fbpx La scienza agli scienziati | Scienza in rete

La scienza agli scienziati

Primary tabs

Read time: 1 min

La Commissione europea ha ceduto: sarà un ricercatore, con competenze manageriali e amministrative, a guidare il Consiglio Europeo della Ricerca, istituito un paio di anni fa e già oggetto di molte critiche. Le più aspre vengono dal rapporto di un comitato presieduto da coordinato da Vaira Vike-Freiberga, ex presidente della Lettonia e docente di psicologia, che quest'estate aveva messo in luce i limiti dell'ente europeo per la distribuzione dei fondi, il primo a livello comunitario basato solo su criteri di eccellenza. Ma, nonostante le buone intenzioni, le norme e i vincoli burocratici previsti ostacolano il buon funzionamento della struttura. La Commissione europea, pur ignorando, almeno per ora, l'invito a prevedere eventuali ulteriori riforme tra due anni, ha accettato il consiglio del comitato di mettere a capo del Consiglio europeo della ricerca uno scienziato. Il bando per la prestigiosa posizione uscirà al più presto, la nomina è prevista per i primi mesi dell'anno prossimo.

Published online 22 October 2009 | Nature | doi:10.1038/news.2009.1037

Autori: 
Sezioni: 
Europa

prossimo articolo

Un voto per la Costituzione: NO a questa riforma

Un martelletto da magistrato su fondo bianco

L’ultimo contributo di riflessione sulle ragioni del NO, in cui Scienza in rete si riconosce, riguarda il percorso che ha portato al disegno di legge di modifica costituzionale su cui siamo chiamati a votare. Un percorso che ha evitato accuratamente confronto e discussione, ovvero l’opposto di quanto dovrebbe essere per qualsiasi intervento di modifica della Costituzione, la prima legge del Paese.

Crediti immagine: Tingey Injury Law Firm su Unsplash

Siamo ormai alla vigilia del voto per il referendum. Occorre sottolineare una volta di più che prima di tutto, prima che sulla giustizia, prima che sulla separazione delle carriere dei magistrati, prima che sugli organi deputati a controllarne l’operato, si vota sulla Costituzione: è infatti per mezzo del cambiamento di sette articoli costituzionali che si potrà esprime il voto sulla specifica materia della consultazione popolare.