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Il pesce Neon usa le veneziane

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E’ uno dei più comuni pesci d’acquario, forse anche per la sua particolare caratteristica striscia laterale che cambia colore dal blu al giallo. Ora un gruppo di ricercatori dell’Università di Osaka, in Giappone, hanno scoperto il modo in cui le piccole placche contenute nelle cellule riflettenti la luce cambiano colore. «Prima di tutto abbiamo costruito un microscopio che contemporaneamente potesse misurare l’angolo delle placche e individuarne il colore» spiega Shinya Yoshioka, che ha coordinato il lavoro pubblicato sul Journal of Royal Society Interface. «Abbiamo così verificato che quando la striscia del pesce cambia colore --  per esempio da blu diventa gialla per aggiunta di potassio – cambia anche l’inclinazione delle microscopiche placche». E per un cambiamento cromatico così marcato basta che le “micro veneziane” si muovano di pochissimi gradi.

Journal of Royal Society Interface, DOI: 10.1098/rsif.2010.0253

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Zoologia

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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

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Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.