Sono passati 30 milioni di anni, ma il pellicano è sempre uguale a se stesso: il fossile ritrovato nella zona di Luberon, nella Francia sud orientale, mostra che l’uccello aveva fin da allora lo stesso lungo becco dei pronipoti che vivono oggi sotto sette diverse specie. Mentre i nostri antenati si dondolavano ancora sugli alberi, quindi, il pellicano aveva forse già raggiunto un grado ottimale di evoluzione in funzione del volo o della cattura di pesci per l’alimentazione. «Ma ci potrebbero essere anche altre spiegazioni» precisa Antoine Louchart, dell’Università di Lione, che ha riconosciuto l’importanza del reperto, trovato alla fine degli anni ottanta ma di cui finora non era mai stato compreso il rilievo evoluzionistico.
Il pellicano non cambia
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Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.
Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.