fbpx All'origine della memoria | Scienza in rete

All'origine della memoria

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un gruppo di ricercatori italiani ha chiarito il ruolo guida della proteina ERK (Extracellular Regulated Kinase) all'interno dei processi mnemonici. La teoria più accreditata sulla memoria sostiene che i dati vengano immagazzinati nel cervello attraverso il rinforzo di determinate connessioni sinaptiche: Maurizio Giustetto, del Dipartimento di anatomia, farmacologia e medicina legale dell'Università di Torino, in collaborazione con Fabio Benfenati dell'Italian Institute of Technology e dell'Università di Genova, insieme con i loro collaboratori, hanno dimostrato che la proteina ERK può regolare la forza di queste connessioni agendo direttamente sui contatti sinaptici a livello dell'ippocampo. «Funziona come un sensore» spiega Giustetto. «Situata all'interno delle cellule, rivela ciò che sta accadendo all'esterno e lo traduce in una serie di attività biologiche, come per esempio la produzione di nuovi geni o le modifiche dello scheletro cellulare». Su topi geneticamente modificati gli studiosi italiani hanno dimostrato che questa molecola svolge il suo ruolo di regolazione interagendo con le sinapsine, proteine encefaliche importanti nella neurotrasmissione. La scoperta apre prospettive di ricerca non solo nei meccanismi alla base dei processi cognitivi e mnemonici e della loro patologia, ma anche nella comprensione delle alterazioni neurologiche alla base di alcune gravi malattie dello sviluppo e nella dipendenza da sostanze, condizioni in cui la proteina gioca un ruolo fondamentale.

Proc Natl Acad Sci 2009; 106: 9872- 9877 doi:10.1073/pnas.0900077106

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.