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Politiche energetiche: opportunità eccezionale di ripresa

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Eolico

L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha proposto un piano di rilancio per il periodo 2021-2023 che unisca transizione energetica e creazione di posti di lavoro. È necessario un impegno politico ben strutturato, anche considerando il fatto che la COP26 è stata posticipata di un anno causa Covid-19.

Immagine: turbine eoliche; licenza: Pixabay License.

Tra le varie proposte di ripresa post-Covid c'è il rapporto propositivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia. Una serie di misure di ripresa per decarbonizzare l'economia da attuare, secondo l'Agenzia, nei prossimi tre anni. Considerando il fatto che la pandemia ha causato il posticipo della COP26 (organizzata da Regno Unito e Italia) di un anno, diventa sempre più necessario un piano ben strutturato; vediamo di cosa si tratta.

2021-2023: il piano di ripresa proposto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia

È di qualche giorno fa il nuovo rapporto speciale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che propone un piano di ripresa per il periodo 2021-2023 [1]. L’IEA, ad oggi, stima che le misure di ripresa post-Covid dei vari governi riguardino complessivamente circa 9 trilioni di dollari: è necessario che parte di questo budget, dice l’IEA, sia utilizzato per un “Green Recovery Plan”. In particolare, il rapporto esplora come queste spese possano creare posti di lavoro, stimolare la crescita economica, migliorare la sostenibilità e sviluppare una maggiore resilienza per shock futuri.

Il piano dell’IEA, quest’anno, propone una serie di politiche e investimenti mirati. Si tratta di un’opportunità probabilmente senza precedenti, poiché i costi delle rinnovabili sono molto minori rispetto al periodo post-crisi 2008-2009 e i potenziali sviluppi di soluzioni innovative come l’idrogeno verde sono molto più concreti.
Se il piano venisse attuato, l’IEA stima che le “emissioni annuali di CO2 relative all’energia sarebbero quasi 3,5 Gt (giga-tonnellate) più basse di quanto sarebbero state altrimenti, e le emissioni di metano verrebbero ridotte di 0,8 Gt CO2-eq” (giga-tonnellate di CO2 equivalenti).

Di particolare interesse è il tema dell’efficienza energetica, troppo spesso poco considerata. Il discorso politico e pubblico, infatti, presenta come ricette alternative alle fonti fossili – giustamente – le energie rinnovabili, senza però considerare a dovere il recupero degli sprechi lungo tutta la filiera dell’energia (estrazione, trasporto e utilizzo). In più, il piano dell’IEA specifica come la maggior parte dei nuovi posti di lavoro riguarderebbe la ristrutturazione e l’efficientamento edilizio e la gestione e creazione di reti di energia elettrica rinnovabile, soprattutto per solare ed eolico (vedi grafico qui), delineando quindi una situazione doppiamente vincente: meno sprechi e più posti di lavoro.

L’IEA, in generale, sostiene che “le misure accelererebbero anche il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile: circa 420 milioni di persone avrebbero accesso a metodi di cucina pulita nei paesi a basso reddito e quasi 270 milioni di persone avrebbero accesso all'elettricità”. E ancora, “l'effetto sull'occupazione sarebbe significativo, risparmiando o creando circa 9 milioni di posti di lavoro all'anno nei prossimi tre anni”.

Secondo le stime dell’IEA, il costo, o meglio, l’investimento globale complessivo di questo piano 2021-2023 sarebbe di circa 1 trilione di dollari all'anno nei prossimi tre anni, cioè “lo 0,7% del PIL globale”. Stima che più o meno conferma l’ordine di grandezza dell’IPCC del 2018, per cui servirebbe il 2.5% del PIL globale per decarbonizzare l’economia nei prossimi circa vent’anni. 

È chiaro che, per sostenere lo sviluppo di questo piano, è necessaria una pianificazione politica di ampio respiro, sottolinea l’IEA, a partire anzitutto da nuovi solidi quadri normativi e da una maggiore cooperazione internazionale (a partire dalle COP sul clima). Interessante segnalare, a questo proposito, l’iniziativa ardua di Carbon Brief, che, a seconda delle politiche annunciate dai vari governi, stima il loro impatto in termini di emissioni di gas serra. [2]

L’impegno politico: posticipata la COP26

Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno della COP26, la 26esima Conferenza delle Parti per l’attuazione della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Purtroppo, il Covid-19 ha causato, tra le altre cose, il suo posticipo al novembre 2021 [3]. Tutti i paesi avrebbero dovuto aggiornare i loro Nationally Determined Contributions (NDCs), come previsto dagli accordi [4], a cinque anni dalla firma dell’Accordo di Parigi: passo che potremmo definire vitale, visto che ad oggi siamo diretti verso i 3.2°C di aumento per fine secolo invece che i 1.5°C.
Oltre alla tutela della salute delle migliaia di partecipanti, però, sono almeno altri due i motivi strategici per sostenere un posticipo: preparare la COP con più attenzione e a pandemia probabilmente più gestibile, sperare che a fine 2021 ci sia un nuovo Presidente degli Stati Uniti che possa rientrare nell’Accordo di Parigi.

La Segretaria esecutiva dell’UNFCCC, Patricia Espinosa, ha dichiarato al riguardo [5]: “I nostri sforzi per affrontare il cambiamento climatico e Covid-19 non si escludono a vicenda. Se fatta bene, la ripresa dalla crisi di Covid-19 può indirizzarci verso un percorso climatico più inclusivo e sostenibile.” L’organizzazione britannica per la COP26 ricorda, infatti, che prima della cruciale conferenza sono previsti una serie di eventi in cui, verosimilmente e sperabilmente, si dovrà discutere anche di clima: il G7 in Italia, il G20 nel Regno Unito, il vertice ONU sulla biodiversità in Cina e gli incontri pre-COP26 e Youth4Climate in Italia.
L’Italia, infatti, è in partnership con il Regno Unito per la preparazione della COP26. Come riportato dal sito del Governo, le parole del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa [6] riguardo al posticipo sono state: "manteniamo con determinazione il nostro impegno sulla sfida climatica. Affrontare i cambiamenti climatici richiede un’azione forte, globale e ambiziosa. Continueremo a lavorare con i nostri partner britannici per il successo della COP26".

Considerato questo quadro generale, bisognerà monitorare l’evolversi dell’European Green Deal della Presidente Ursula Von Der Leyen, ma anche – come già accennato – la situazione negli Stati Uniti, senza dimenticare la Cina.
Da tenere sotto controllo anche la situazione in Italia; gli Stati Generali hanno toccato sinteticamente vari temi, tra cui anche la conversione energetica [7], in particolare: costruzione di parchi eolici e solari (volendo superare, pare, la logica del “not in my back yard”) e aggiornamento del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) per una maggiore riduzione delle emissioni di gas serra (ad oggi non ancora in linea con le indicazione dell’IPCC).
Il tempo per aggiornare gli NDCs non è poco; il concetto importante da capire per vincere eventuali resistenze è che, come si legge nel rapporto dell’IEA, la transizione ecologica non è un costo ma un enorme investimento.

 

Bibliografia
1: IEA, Sustainable Recovery, giugno 2020: https://www.iea.org/reports/sustainable-recovery.
2: Evans S., Gabbatiss J., Carbon Brief, Coronavirus: Tracking how the world’s ‘green recovery’ plans aim to cut emissions, 16 giugno 2020: https://www.carbonbrief.org/coronavirus-tracking-how-the-worlds-green-recovery-plans-aim-to-cut-emissions?utm_campaign=RevueCBWeeklyBriefing&utm_medium=email&utm_source=Revue%20newsletter.
3: Climate Home News, Next UN climate summit to be delayed to November 2021, UK hosts propose, 27 maggio 2020: https://www.climatechangenews.com/2020/05/27/uk-proposes-hold-cop26-climate-summit-november-2021/.
4: WRI, Explaining the Paris Rule Book: https://seors.unfccc.int/applications/seors/attachments/get_attachment?code=TY1H234DTG1HX0DK676QYVWQ8EDKKTH6.
5: Governo Britannico, New dates agreed for COP26 United Nations Climate Change Conference, 28 maggio 2020: https://www.gov.uk/government/news/new-dates-agreed-for-cop26-united-nations-climate-change-conference.
6: Governo Italiano, Rinviata al 2021 la conferenza sul clima COP26, 29 maggio 2020: http://www.governo.it/it/articolo/rinviata-al-2021-la-conferenza-sul-clima-cop26/14659.
7: QualEnergia, Cosa dice su energia e ambiente il piano presentato agli Stati generali dell’economia, 15 giugno 2020: https://www.qualenergia.it/articoli/cosa-ce-di-energia-e-ambiente-negli-stati-generali-delleconomia/.
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