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Gagarin nello spazio
Il breve filmato è dedicato al primo cosmonauta Yury Gagarin. Il 12 aprile 1961 Gagarin decollò dal cosmodromo di Baikonur a bordo della navicella Vostok 1 (Oriente) spinto dal lanciatore Vostok progettato da Sergej Korolëv. Gagarin in 108 minuti portò a termine un'orbita completa intorno alla Terra poi guidò la navicella verso il rientro nell'atmosfera terrestre e si lanciò col paracadute atterrando nella campagna russa.
Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
Yury Gagarin
Enti di ricerca e IIT: dov’è l’eccellenza
Gli enti di ricerca italiani sono nel mezzo di una complessa fase di riordino, e molto si discute di quale sia il modello cui ispirarsi. La novità più recente è la comparsa sulla scena da qualche anno dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che è stato concepito come un paradigma di eccellenza. In particolare, a differenza dei normali enti vigilati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che devono sottostare a una quantità abnorme di regole e leggi, l’IIT ha uno stato giuridico completamente diverso, e questo comporta
Aprile, mese mondiale dell'astronomia
Clima e sicurezza globale
In un editoriale dell'ultimo British Medical Journal si sottolinea senza mezzi termini come i cambiamenti climatici possano costituire un pericolo concreto anche per la sicurezza e la stabilità dell'intero pianeta.
Il Gruppo 2003 alla Camera
La qualità della ricerca in Italia è valida ma pesantemente limitata dalla continua riduzione delle risorse, dall'immobilismo e dalla ingessatura delle carriere.
Sono le conclusioni dell'«Indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia» approvato dalla Commissione cultura della Camera il documento.
L'Espresso Cancelliamo il posto fisso Pier Mannuccio Mannucci
«Libertà agli atenei di scegleire i docenti»
I bruchi, la leadership e la foglia di Zorba il greco
Addio a Baruch Blumberg
E’ morto il 5 aprile in California, all’età di 85 anni, Baruch Blumberg, che nel 1976 vinse il premio Nobel per la medicina per la scoperta del virus dell’epatite B. Al risultato lo scienziato statunitense giunse negli anni sessanta, ben prima dell’avvento delle tecniche di sequenziazione genomica, raccogliendo migliaia di campioni biologici in tutto il mondo. Fu nel corso di uno di questi viaggi che, nel sangue di un aborigeno australiano, identificò l’antigene di superficie che caratterizza il virus e che infatti venne chiamato “antigene Australia”.